La “mia” arte sacra

Nel mio apporto giornalistico che ho inserito sono stati montati due servizi che hanno un tema in comune: l’arte sacra.
Il primo è stato effettuato a Laurino (Sa), il secondo nel Museo Diocesano di Vallo della Lucania (Sa).

Interessate è l’intervista alla restauratrice..
Nel secondo servizio mio marito ha superato se stesso sia come inquadrature sia come montaggio.
Buona visione.

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A Catania ho scoperto che opera una realtà che mi garba. Questa.

Nella città il cui simbolo è l’elefante si son inventati una festa: “Nomade” . Si tratta della festa dei circoli che come obiettivo si è posto la rigenerazione e riqualificazione degli spazi.

Come si legge dalla locandina il 5 giugno è in programmazione uno spettacolo creato da “Il teatro di “Casa di l’Amuri” .

Nella locandina si legge il nome dello spettacolo, gli autori e la regia..

Quello che non si legge è il movente letterario.

Lo spettacolo è tratto dall’omonimo racconto incluso nel libro “Racconti di parallela quotidianità – brevi storie dall’equidistante mondo dei sentimenti”.

Il resto lo si può leggere qua.

Il lascito dei Gonzaga

Dedico a Pietro questo post: è sempre pronto a sollevarmi dai dubbi e gliene son grata!

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Quando si pensa a Mantova la mente va al Mantegna, a Virgilio, ai Gonzaga, e giustamente, a Palazzo Te e alla magione ducale che ho visitata prima degli esiti del terremoto del 2012.

Per me Mantova è più attraente di Firenze.
Desidero sottolineare che la cittadina lombarda esibisce uno dei maggiori capolavori dell’architettura rinascimentale italiana.
Eretto per volontà del Marchese Ludovico Gonzaga, il luogo di culto di Sant’Andrea conobbe la regia di quel genio che fu Giovan Battista Alberti.
Doveva essere un progetto ” per havere gran spatio dove molto populo capesse a vedere el sangue di Cristo”, come ebbe a dire il committente. Di cosa si tratti lo spiego alla fine.

Come per altri luoghi di culto anche Sant’Andrea sorse dove insisteva una precedente chiesa medievale, di cui si conservano solamente il bel campanile gotico (1413) e parte del chiostro nella vicina piazza Alberti.

Poteva una simile impresa finire in un baleno?

No, infatti solo nel XVIII secolo il progetto conobbe il suo compimento.
Alla fabbrica lavorarono bei nomi del mondo artistico italiano, non ultimo perfino Filippo Juvarra, che progettò gli 80 metri della Cupola che in questo post ho anticipato.
Ci misero le mani nientepopòdimeno che il Mantegna, il Correggio, poi Giulio Romano, Canova e uno stuolo d’altri.

Il comune intento era di creare uno scrigno idoneo ad ospitare la reliquia del Preziosissimo Sangue di Gesù.

Secondo una storia che sconfina nella leggenda la reliquia emerse, dodici secoli fa, quando la patria di Virgilio era un villaggio come altri della pianura…

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Nel mio blog alternativo ho lasciato degli interrogativi relativi a questo servizio che, presumibilmente, era un regalo di nozze di mia suocera.

Non è forse arte anche questa?

Aiutatemi a capire qualcosa di più su questi vetri che non so datare nemmeno.

Richiamano lo stile liberty?  Quale potrebbe essere la provenienza?? Chi ne è stato il formidabile autore?

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