Un barocco da sogno

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Adoro l’abilità delle mani dell’uomo di creare capolavori con qualsiasi materiale.

Prima di accennare al sacro luogo, straordinario artisticamente, come ho anticipato qui, devo fare una confessione.

Potevo visitare Lecce , ospite di un mio zio, anni ed anni fa. Avrei potuto godermi le meraviglie che ora ammiro solo tramite web.

Solo motivi di famiglia,ahimè, mi impedirono di accettare un così promettente invito!!

Lecce, come pure al Polo Nord sanno, è sinonimo di barocco e di capolavori cesellati da abili scalpellini.

Uno di essi, mi dicono il più fascinoso, lo esibisce la chiesa di Santa Croce.

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La sua facciata dichiara la cifra stilistica del luogo sacro.
Cesellata, o ricamata come un merletto a punto chiacchierino se preferite, essa è elegante e ricca come una nobildonna di corte.

Di certo, la pietra morbida ha il suo ruolo in questa creazione che dire eccezionale è usare un eufemismo.
Si rimane muti anche solo a guardare in foto la trabeazione decorata con telamoni umani e felini..
Come commentavo da Donato queste “tipiche opere e decorazioni del barocco leccese vengono chiamate “opere de curtieddu“, opere di coltello, proprio per specificare la facilità di lavorazione della pietra.”
Lui mi faceva notare la morbidezza del tufo.
W il Tufo, allora e la creatività umana.
Fu a metà del 1300 che venne voluta dal suo mecenate, Gualtieri Di Brienne, Connestabile del Re di Francia Filippo IV.

Alla sua morte sui campi di  Poitiers tutto si fermò.
La riprese nella edificazione di Santa Croce riprese solo nel 1549 ad opera di Gabriele Riccardi, Giuseppe Zimbalo e Cesare Penna, ovvero dei più importanti architetti salentini dell’epoca. E si vede!
Ma loro progettarono.
Ad eseguire questa gioia per gli occhi furono i maggiori maestri scalpellini e intagliatori della zona di Lecce.
Che sia stata terminata solo 300 anni lo testimonia la facciata principale: chiunque può osservare un organismo plastico complesso dove sono accostati due stili.

Vi si ritrovano infatti elementi tipici del Rinascimento Cinquecentesco insieme ad esuberanti fantasie barocche.

2 thoughts on “Un barocco da sogno

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