Le riflessioni di Pietro

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In questo post avevo promesso l’ aggiornamento relativo al castello di Compiano nel parmense, probabilmente esistente fin dal IX secolo.

Stavolta avevo aggiunto anche una domanda che mi urgeva.

Ringrazio per la pazienza e l’attenzione Silvia Ekpiresi.

C’è una risposta che devo evidenziare.

Ha voluto lasciarmela Pietro. Lui è una persona ricca e son felice di averlo conosciuto.

Ritengo utile inserire il link che lui mi ha lasciato: serve per entrare un pò nello straordinario mondo del restauro.

Per fargli posto e porla alla riflessione generale rimando l’aggiornamento.

Qualsiasi tipo di riutilizzo è meglio della rovina; penso anche che molte opere che sono state vendute, togliendole da depositi di chiese e musei, sono state salvate (visto le condizioni ambientali degli stessi) e prima o poi potrebbero riaccedere alla fruizione di massa;
tuttavia, allo stato attuale, manca una consapevolezza dei metodi di conservazione che sarebbero da applicare anche nel riutilizzo.

Sventrare e ricostruire gli interni di palazzi vecchi o antichi, spesso crea problemi di equilibrio strutturale, in quanto i nostri progettisti, fino ad ora, si sono ben guardati dallo studio delle condizioni statiche.

Non sempre i materiali utilizzati sono compatibili con quelli in opera.
In parole povere, lo studio dei metodi di intervento, delle tecnologie, dei materiali, delle compatibilità ambientali, microclimatiche e luminosità, da adottare, è relativamente recente, è un percorso che si sta intraprendono da qualche anno, e, purtroppo, ancora sconosciuto alla maggior parte degli attori del panorama edile nostrano.
La valutazione, quindi, non può essere generale, ma da eseguire caso per caso.

 

16 thoughts on “Le riflessioni di Pietro

  1. Sono d’accordo, sempre che si sappia fare, come giustamente ha precisato Pietro, ti faccio un esempio, nel Castello di San Leo, a parer mio hanno modernizzato troppo, almeno quando ci sono tornata io, diversi anni fa è stata pun po’ una delusione, porte di vetro con profili il metallo che dividevano i corridoi, i termoarredo in bella vista…..secondo me hanno rovinato di molto il fascino del castello.

  2. Pure io ho visitato la Rocca dove venne rinchiuso Cagliostro ed è stato una decina d’anni fa, Silvia.
    Noi qui abbiamo un esempio eclatante nel castello dei Principi Capano a Pollica: una parte di esso è divenuto B&B con una scala a chioccola vertiginosa che unisce i piani.
    Quando la vidi mi chiesi: ma devono tutti essere della stessa famiglia se si servono di un bagno solo e pure a pianterreno.
    Mio marito s’è convinto che, dovendolo ristrutturare, hanno avuto agevolazioni UE perchè si trasformasse in un B&B.
    Ora leggo che vi si cucina finanche.
    http://nuvola.corriere.it/2014/10/05/13242/
    e
    https://www.tripadvisor.it/Attraction_Review-g2209378-d2251535-Reviews-Castello_dei_Principi_Capano-Pollica_Cilento_and_Vallo_di_Diano_National_Park_Pr.html#REVIEWS

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