La creatura degli Altemps

 

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Le decorazioni splendide della loggia 

Chi di voi avrebbe indovinato il luogo della foto, un famoso palazzo romano?
Qualcuno di certo, data la sua fama.

Risultato dall’accorpamento graduale di varie dimore medioevali, avvenuto tra il ‘400 e ‘il ‘600, ecco Palazzo Altemps in tutto il suo splendore.

E’ una gloria della Capitale e non solo per la sua storia.
La dimora è allocata nel Campo Marzio, ovvero a due passi da Piazza Navona.
Durante gli scavi archeologici ( resisi necessari ai lavori di restauro, ndr) sono state rinvenute le strutture di una domus romana tardo imperiale e i resti di numerose case-torri medievali inglobate nel palazzo rinascimentale.
Se il primo nucleo dell’edificio attuale risale al XV, a questa fase appartengono i soffitti lignei del primo piano e gli affreschi parietali nella Sala della Piattaia. Proprietà del cardinale Soderini oggi ospita l’ambasciata di Spagna.

Ma chi furono gli Altemps?
Marco Sittico Altemps, cardinale di origine tedesca, ne è il capostipite. Acquista il fabbricato in Piazza di Sant’Apollinare nel 1568; qua vi stabilisce la propria collezione di sculture antiche.

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Alla realizzazione dell palazzo lavorarono grandi architetti, primo fra tutti Antonio da Sangallo il Vecchio.

Della fase altempsiana desidero enumerare: il cortile e l’altana, il camino monumentale e la chiesa di Sant’Aniceto, le decorazioni della loggia dipinta e gli affreschi della Sala delle Prospettive Dipinte.

Una menzione merita proprio l’altana che svetta al di sopra del fabbricato.Altana Pal. Altemps

Si tratta di una torre-belvedere sormontata dallo stambecco rampante, stemma della famiglia Altemps.

E se nel corso del 1700 il palazzo torna a essere una dimora diplomatica, ospitando sfarzose feste nel cortile e nel teatro, nel XIX secolo il tenente francese Giulio Hardouin eredita dalla defunta moglie Lucrezia Altemps l’intera proprietà.
Il tenente ebbe un genero importante in Gabriele D’Annunzio che nel 1883 impalma una Altemps.

Dopo varie vicissitudini, la dimora romana viene acquistata dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma che ne avrebbe curato un rigoroso restauro.

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