La “mia” Certosa preferita

Dopo un post che ha puntato l’attenzione su uno stupendo Palazzo romano, per par condicio devo dedicarmi ad un ex monastero campano, luogo ora divenuto centro polifunzionale e realtà museale; esso è sito a mezz’ora di auto da casa mia.

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La “corte bassa” e la facciata della Certosa di Padula

” Felix coeli porta Anno Domini MCDDXXIII “ recita perentorio il suo cartiglio di pietra che nella foto risulta illeggibile.

La ricchezza di questo orgoglio campano è nei suoi numeri da maggiorata: cinquantaduemila metri quadri dei quali ben trentamila abitabili e coperti con trecentoventi stanze riscaldate da cento camini, cinquecento porte, e, poi, cinquecentocinquanta finestre, tredici cortili, cinquantadue scale e quarantuno fontane senza contare le ottantaquattro colonne, le seicentosettantadue metope.

La sua è una ricchezza accumulata nei secoli, grazie alle donazioni ripetute e cospicue ed al commercio cui erano dediti i monaci che avevano un porto loro addirittura sulle coste pugliesi.

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Tengo ad evidenziare che la valenza culturale ed artistica ( che è sotto l’occhio di tutti i visitatori)  è solo un aspetto del sito stupefacente, diventato negli ultimi anni meta crescente del turismo straniero.
Secondo me il ruolo maggiore ( misconosciuto ai più, ndr) di questa Certosa è di carattere sociale: il monastero dedicato a San Lorenzo ha dato nel tempo lavoro a tanta gente e a manovalanza qualificata.
Of course, io l’ho visitata varie volte la monumentale Certosa sita nel Comune di Padula che è facilmente raggiungibile grazie alla A3.

Il Coro

Paternità certa ( Tommaso Sanseverino, conte di Marsico e padrone di tutto il Vallo di Diano), la Certosa nasce piccola grazie ad una permuta  con un bene dell’Abbazia di Montervergine (Av) nel 1306. 

Ma non nasce per motivi religiosi: venne voluta in funzione politica filoangioina per contrastare il potere degli aragonesi.
La Certosa di S.Lorenzo domina fisicamente e idealmente tutto il Vallo di Diano, ex lago pleistocenico.
Nei secoli è cresciuta grazie alle donazioni, divenendo dopo la Reggia di Caserta, il complesso più monumentale del Sud.

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Portone principale

Della foto in alto desidero evidenziare un dato: l’ingresso è al di sotto del piano stradale perchè il luogo è stato soggetto alle piene del fiume Fabbricato e negli ultimi decenni era coperto da detriti che son stati rimossi.

Quanto ho digitato l’ho prelevato, riassumendo e risistemandolo, dal mio saggio in versione cartacea e da due anni pure digitale.

Non amo farmi pubblicità, ma questo mio saggio è frutto di venti anni di approfondimenti e di ricerche. Il “mio” territorio merita di essere conosciuto al di là degli stereotipi.

Per approfondire quest’area interna, lo stesso Cilento e pure  la fascinosa e articolata storia della Certosa vi rimando qui.

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14 thoughts on “La “mia” Certosa preferita

  1. noi in calabria ce ne abbiamo una certosa quella di serra sanbruno creata proprio da san bruno di colonia nell’anno 1000 circa .e stupenda ancora oggi ci vivono dei frati .

    • Lo so signor Saverio..e presto le dedico un articolo.
      Ho usato, citandola, un paio delle sue foto e devo complimentarmi: son rimasta incantata da Seminara e dalla sua ricchezza a tal punto da doverle dedicare un breve apporto.

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