Vi presento il Cilento (1)

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Il porto di Acciaroli con la torre di avvistamento

Premessa: in questa mappa si legge anche il nome del paese dove viviamo io e mio marito.

Contraddittorio eppure fascinoso, mal gestito eppure inspiegabilmente frequentatissimo, questo lacerto di salernitano si identifica come una regione storico-culturale-religiosa omogenea inclusa tra la foce del Sele ed il golfo di Policastro.

Per secoli il termine Cilento ha rievocato solo immagini negative relative alla miseria, all’arretratezza endemica , ai moti rivoluzionari , al brigantaggio, alla triste realtà dell’emigrazione.

Per il Governo borbonico era fonte di guai, era “terra dei tristi”, ingestibile quasi.

Accettare questa verità storica, tuttavia, non deve pregiudicare il riconoscimento dell’identità più intima e complessa di questa regione , di una ricchezza culturale che le appartiene e che la accompagna.

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Il normanno castello di Rocca Cilento

E se l’anima viva e palpitante di ogni territorio gli conferisce una fisionomia ,una origine e un destino del tutto propri che meritano attenzione, questo vale anche per il Cilento, territorio che stenta a scrollarsi da dosso pigrizia ed apatia come tutte le aree troppo a lungo tenute in un pericoloso isolamento.

In molti si adoperano affinchè la situazione cambi.

Da tempo è divenuto Parco ( nel bene e nel male parliamo di 180.000 ettari), il  primo parco d’Italia a diventare geoparco oltre ad essere Riserva MaB (Man and Biosphere) dal 1997 e Patrimonio UNESCO dal 1998.

Negli ultimi anni gli son state conferite il maggior numero di bandiere blu per il mare della sua costiera, che va da Salerno a Sapri. 

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Il mare di Palinuro

Il Cilento attrae sempre più turisti.

Pare che quest’anno siano interessati anche i russi alle sue bellezze naturalistiche di indiscutibile fascino.

Questa area deve pettinarsi, pulire dalle erbacce i sentieri montani, per esempio, ma anche inventarsi un turismo destagionalizzato,  incoraggiare il turismo ecosostenibile e quanto possa facilitare un ospite a conoscere anche le bellezze artistiche, quelle che si sgranano nella pietra di cortili e portali, mute creature dell’arte lapicida, sviluppata un tempo.
Chiuse per la maggior parte dell’anno,ahimè, dimore e cappelle giacciono nel silenzio pur avendo tante storie da raccontare, fili che appartengono ad un unico ordito che il Cilento tace e cela.

11 thoughts on “Vi presento il Cilento (1)

      • Sì, purtroppo c’è tanto lavoro da fare per riqualificare le aree dissestate o dimenticate…Ma anche così non posso non riternerlo uno dei posti più belli del Sud Italia e dell’Italia intera.

        • Vivendoci da sei anni e conoscendolo da quasi trenta, ti confesso che son pessimista.
          I suoi amministratori son di pessima qualità.. ( a voler essere generosa, ma potrei dire di peggio)…nella maggior parte dei casi.
          Rarissima è la capacità imprenditoriale.
          Vige l’assistenzialismo, uno dei mali peggiori di questo nostro Sud.
          Tutti si atteggiano a guide turistiche ( con annesse corbellerie), ma non si riesce nè a fare rete nè a far conoscere molti angoli suggestivi.

    • Monica, ho cercato di rendere al meglio questo territorio che viene pubblicizzato ultimamente dopo “Benvenuti a Sud”, ma che ha molte gravi retaggi; un esempio sono le strade progettate al tempo dei Borboni e pure mantenute male.

      • Hai fatto bene! Comunque se ti interessa qui non viaggiamo sulle strade dei Borboni ma fanno schifo ugualmente! Le rare volte che prendo la bicicletta praticamente è un’imprecazione continua… Ad ogni modo è bello sentire l’amore nelle parole anche attraverso un blog.

        • Sai, ho imparato a conoscere da tempo questa zolla di salernitano e ne vedo sempre di più sia i limiti sia le grandezze.
          Quanto ho lasciato, poi, è un boccone di un saggio che scrissi diversi anni fa; l’ho adeguato alla scrittura on line e l’ho reso più fruibile.
          Grazie dell’attenzione Monica🙂

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