Poseidonia tra stranieri e bestie

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Diversamente dal Lacoonte dell’Eneide (“Temo i Danai anche quando portano doni”), mi fido dei greci e me ne sento debitrice.

Vi racconto una storia che forse non conoscete.

Avviso: stavolta mi allungherò un pochino…in cambio aggiungerò più foto.

Il già famoso Winckelmann nella primavera del 1758 si sobbarcò il viaggio via mare per accedere alla suggestione della bellezza dei Templi.

Immagine1

Sapevate che il viaggio per chi si imbarcava da Salerno durava dalle 5 alle 6 ore?

Bene, trenta miglia separavano Paestum dal capoluogo.

Visitare la antica città non era impresa eroica, ma neanche da prendere alla leggera.

Ecco lo scenario nel 1700: flora e fauna semiselvagge, malaria ( per inciso, al custode dei Templi era consentito durante i quattro mesi estivi di dormire altrove a causa dell’aria malsana),   brigantaggio ,mancanza di strutture ricettive per l’accoglienza!!

Jules Coignet (1798 - 1860).jpg

Ebbene, ci credereste che sull’onda della filosofia naturalistica ( Rousseau in testa..) quel viaggio era vissuto come una purificazione simbolica, spirituale e, per questa ragione, inseguito da molti???

La sua conclusione premiava tutti: la visione estatica della bellezza lineare dei Templi.

Prima dei  Borbone che vollero la costruzione della attuale strada che, però, tagliò in due l’anfiteatro ( il progettista fu sottoposto a processo dal Re, ndr ) , la via di accesso all’area era costituita solo da un sentiero fangoso, al quale si arrivava superando il Sele con una ‘scafa’ presso il casino reale di Persano.

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Gouache di J. P. Hackert

Questo era, oggi come allora, il regno incontrastato delle zanzare quanto delle bufale.

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Una delle tante bufalare della zona ( inizi 1900)

La zona si presentava acquitrinosa e solcata da una rete di piccole arterie che permettevano di raggiungere quasi ogni insistenza archeologica  interna.

La strada definita ‘del Cilento’ semplificò le cose a scapito del sito.

Sotto il regime fascista venne costruita una via di comunicazione e ribattezzata Aquilia.

Fu dotata di un duplice filare di platani e,per i visitatori, di un locale adeguato .

In cambio, Paestum ‘donò’ al duce una delle sue colonne doriche che andarono ad arricchire la tomba dei genitori e Predappio ( sigh! ).

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11 thoughts on “Poseidonia tra stranieri e bestie

    • Vi effettuai una ricerca e una consulenza..
      Questa è una fettina di quanto so..ma il blog non è un luogo per conferenze.
      Vorrei parlare del luogo dove nacque l’antica città e chi ne furono i primi coloni, perchè venne fondata..
      Il saggio che acquistai è tra i migliori in circolazione.
      Le foto in B/N le ho passate sotto scanner ed appartengono al saggio.
      Ho pure Mussolini che passeggia tra i templi😦

  1. Paestum la ricordo con dolcezza, fu la mia prima gita scolastica della scuola media. Di anni ne son passati ma la ricordo come fosse ieri.
    Un luogo poco visitato dagli italiani ma abbastaza conosciuto all’estero.😉
    Ben tornata!

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