Quel diavolo di un Principe

Nel post precedente Lilly mi sottolineava il suo gradimento per la cappella e un’opera seducente che esibisce questo luogo misterioso per molti aspetti.

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“La pudicizia” di A. Corradini

Confermo quanto lei ha digitato: la statua, appartenente ad una terna formidabile, è un monumento dedicato da Raimondo di Sangro alla memoria della mamma, Cecilia Gaetani dell’Aquila d’Aragona.

Deceduta il 26 ottobre 1710 a Napoli, la madre di Raimondo fu nobile Dama dei Principi di Piedimonte.

Per inciso, quando la nobildonna passò a miglior vita il figlio non aveva ancora un anno di vita.

Compiuta nel 1752, “La Pudicizia” dalle fattezze tutt’altro che pudiche!

Per questa statua avvenne un colpo di scena. L’artista in realtà chiamato dal principe di Sansevero come co-ideatore ed esecutore del progetto iconografico, muore nello stesso 1752.

A ricordarcelo è la lapide che si legge perpendicolarmente al pilastro de “La Pudicizia” che spiega la dipartita “dum reliqua huius templi ornamenta meditabatur” , ossia “mentre il resto degli ornamenti di pianificazione”.

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Torno al Principe, “genius loci” nel senso pieno della parola.

Raimondo inventa, progetta e tiene alla sua formazione più di tutto. E’ notoria la sua passione per la filosofia e il diritto e non escluse interessi verso l’idraulica, l’occultismo e la pirotecnica.

Un suo arditissimo progetto, per il cortile del Collegio che lo ospitava, è talmente geniale da attirare la lode degli architetti. La sua fama giunge fino alla corte dello Zar.

Raimondo fu assai noto per le sua invenzioni , che entusiasmarono Carlo di Borbone a punto da affidargli incarichi prestigiosi.

Eppure il Principe di Sangro rimane nella memoria come mago, stregone, e addirittura assassino.

Indubbiamente ‘La cavea sotterranea’ della Cappella è inquietante.

In sintesi, in seguito alla morte del Principe alchimista vennero rinvenuti, in un locale sotterraneo della Cappella, gli scheletri di un uomo e di una donna rivestiti dell’intero sistema venoso ed arterioso, nonchè di vari organi.

La tradizione vuole si tratti di persone morte accidentalmente, cui Raimondo de Sangro avrebbe inoculato una sostanza di origine e composizione sconosciute.

Essa avrebbe “metallizzato” tutte le vene, le arterie, i vasi capillari e alcuni organi. C’è una seconda ipotesi, ma è tutta da verificare!

Ma la fama di un uomo cresce anche in base all’alone di mistero.

E Raimondo VII Principe dè Sangro non fa eccezione.

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19 thoughts on “Quel diavolo di un Principe

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