E che sia Festa

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Buona Festa da Persano (Sa), ora sede di una delle unità più operative del nostro Esercito, la “Garibaldi”.
Ma fu Casa di Caccia dei Borboni a sud di Salerno.
“Venaria è lo spettacolo della Corte nel rito della Caccia”. E fin qua ci si arriva facilmente anche via web: è una certezza la stretta connessione storico-logistica tra la città, la Reggia sabauda e “La Mandria” , alias una tenuta con i numeri di una maggiorata fisica.
Diversa sorte è toccata alla nostra Persano (Sa), proprietà di un Re sconfitto e di un Regno, quello delle Due Sicilie, fatto oggetto di rapina.
Eppure la Tenuta e il Casino di caccia di Persano avevano i numeri per piacere e potevano diventare un volano di sviluppo, se solo la Campania avesse avuta la stessa cura per i Beni Culturali dimostrata dalla Regione Piemonte.
Così non è stato.
Quanto i Borbone hanno amato ed hanno lasciato non è stato fatto oggetto di tutela.
La realtà della Reggia di Persano è stata cancellata dall’incuria, dalle depredazioni , insomma dagli eventi successivi l’Unità di Italia.

E quando una tessera di pregio si perde l’intero territorio ne viene danneggiato, si depaupera, smarrendo un tratto del suo volto.

persano

Nella località lussureggiante, adagiata ai piedi dei monti Alburni, ancora insiste quanto rimane di quel Casino di Caccia reale, progettato dall’ ingegnere militare spagnolo Juan Domingo Piana, migliorato dal genio di Luigi Vanvitelli e, soprattutto, fortemente voluto dalla passione venatoria del Re e non solo da quella.
Un tempo era “solo” feudo di Persano, ossia sinonimo di caccia e di cavalli reali.
Là nel 1763 Carlo III di Borbone ordinò l’inizio di una pianificata opera di miglioramento della pregiata razza equina esistente.
Molti ignorano che il simbolo rampante della Ferrari fu mutuato proprio dal cavallo di Persano, una razza scelta ottenuta da stalloni arabi ed inglesi, destinata alle unità di Cavalleria e di Artiglieria nonchè all’attività equestre dell’Esercito.
Amaro finale di partita per un territorio che, con il Fusaro, Caserta e Carditello, fu scelto dai Borbone per lo svago.

Altre informazioni si possono leggere nell’apporto del mio collega e corrispondente de “Il Mattino”, Oreste Mottola.

2 thoughts on “E che sia Festa

  1. La storia è scritta dai vincitori … ed i Savoia hanno depredato tutto ciò che potevano, dai territori ex-borbonici, a farne le spese sono stati i monumenti, ma, soprattutto le persone.
    Purtroppo è il motivo principale per le differenze tra nord e sud, che ancora oggi sono presenti ed influenti sulle nostre vite.
    Buona serata

  2. Sì, Pietro, le tue parole son sacrosante e ti son grata di averle vergate qui, nel blog di una passionaria che non vuole arrendersi…
    Questa mia lotta, spesa da anni ed anni anche con le sole mie forze finanziarie e con il solo aiuto di mio marito, mi da ragione di esistere.
    Carissimo, non ti celo che a 61 anni a volte può sfuggire il senso del proprio esistere qui ed ora.
    Lotto sebbene i miei conterranei siano rassegnati; in molti, presi dalla sagre, si facciano colonizzare..

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