In principio fu Atrani

sansalvatore

Campanile e orologio funzionante mediante contrappesi

Mantengo fede alla promessa anticipata qua.

Il campanile della foto appartiene ad una piccola chiesa antichissima di Atrani (Sa), borgo limitrofo della nostra campana e gettonata Repubblica marinara che, con la mia città natale, manteneva vari e tumultuosi rapporti per via della concorrenza nei commerci.

Nel Capodanno Bizantino che avrà luogo appunto ad Amalfi tra il 31 agosto ed il 1 settembre come ogni anno la chiesa della foto, ossia San Salvatore de Birecto gioca un ruolo da protagonista..
Avendo il ruolo di cappella Palatina ai tempi del Ducato di Amalfi, secondo un’antica tradizione ivi si svolgeva la cerimonia dell’investitura del Duca.
Il corteo di fine agosto prende avvio proprio dalla Chiesa atranese.

atrani-birecto-church.jpg

L’ingresso della chiesa preceduto da una lunga scalinata

Il luogo di culto è prospettante sulla piazza di Atrani ed appare ” stretta tra i palazzi circostanti ed in posizione fortemente sopraelevata rispetto al piano stradale, è situata in parte al di sopra di un voltone sotto cui passa la strada, realizzata solo agli inizi del secolo scorso per coprire il corso del fiume sottostante”.

Dovete sapere che,per secoli, la chiesa di San Salvatore de’ Birecto ( metà del X secolo) ha avuto un ruolo organico col corso d’acqua.
Una precisazione sull’ appellativo birecto. Gli studiosi ne ipotizzano una origine addirittura semitica: deriverebbe dal semitico biru, ossia piccolo specchio d’acqua.

Ricordate l’esondazione che ad Atrani fece dei morti? Bene, ora potete comprenderne il “movente”..

Vanno menzionate le opere della chiesa sia per ribadirne il ruolo sia per raccontarne i legami con l’Oriente.

chiesa-di-san-salvatore-de-birecto_478931

Pilastrini di evidente influsso arabo

All’ingresso ed inquadrata da pilastrini marmorei risalenti al XII secolo, figura la monumentale porta bizantina in bronzo ed agemine in argento del 1087; essa mirabilmente testimonia gli scambi commerciali e culturali del territorio amalfitano con l’Oriente nel corso del Medioevo.

chiesa-san-salvatore-de-birecto-02 (1).jpg

Il gioiello in bronzo venne creato quasi certamente a Costantinopoli.
Un inciso mi urge.
Essa è coeva alla porta bronzea di ingresso della Cattedrale di Salerno, fusa a Costantinopoli nel 1099 e donata alla città dai due coniugi Landolfo e Guisana Butrumile.
Quella salernitana è formata da 54 formelle in gran parte raffiguranti croci bizantine, presenta al centro una teoria di santi (tra i quali spicca san Matteo), la raffigurazione simbolica di due grifi che s’abbeverano ad un fonte battesimale (il grifo, oltre che dell’immortalità dell’anima, è anche simbolo della famiglia normanna degli Altavilla, ai quali apparteneva il fondatore Guiscardo).

La porta esibita da San Salvatore de Birecto venne donata dal nobile locale Pantaleone Viarecta alla chiesa di San Sebastiano, sempre ad Atrani, e poi trasferita, in un tempo imprecisato, nella chiesa di S. Salvatore de’ Birecto.

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La strada che si snoda conduce ad Amalfi

16 thoughts on “In principio fu Atrani

        • Io da ragazzina abitavo a via Irno a traversa Della Corte, non so se tieni presente..
          C’è un distributore ora vicino.
          Invece mia suocera ( buonanima) ha casa a Torrione che stiamo cercando di vendere.
          In dettaglio a Torrione quasi alto; dai suoi balconi si vede la Caserma Angelucci. Non so se hai capito.
          Mio marito ( annata 1948 faceva il bagno a Salerno da ragazzo..ma quando il mare era degno di questo nome..ora è una cloaca!!).
          Stio non è lontano dal paesino dove ho scelto di vivere.
          Per me è sinonimo di liutaio, lo hai mai conosciuto?
          http://web.tiscali.it/campitiello/battente/battente.htm

          Bello scoprire che il web è piccolo!!

        • E’ da tantissimi anni che manco da Stio e non sapevo che ci fosse un liutaio. Se conosci il paese allora saprai che il cognome De Matthaeis è molto conosciuto. C’è la Via Nicola De Matthaeis, medico, che sta dove c’era la casa familiare, vicino Santo Pietro. Poi la chiesa di Stio l’ha costruita un De Matthaeis, e così lo dice la targa. Ormai a Salerno città il bagno non si può fare più, lo so. Noi ci andavamo in carrozzella.E tu dove vivi?

        • Nicoletta non son così addentro alla toponomastica ed alla storia di Stio che, tuttavia, è tra i pochi borghi da me visitati che sta rispettando il passato archiettonico nella scelta accurata della pietra nelle facciate della case, per esempio.
          E ti affido una domanda: potrebbe la tua famiglia essere anche imparantata con il celebrato pittore
          Paolo De Matteis ??https://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_De_Matteis

          A Vallo della Lucania organizzarono una Mostra per lui che fu artista nelle corti europee varcando i confini della Campania.
          Il suo luogo di nascita non è lontano da Stio..

        • Sì, anche se è scritto in un altro modo. E’ stato un pittore barocco della scuola di Luca Giordano. La piazza principale di Frosinone è intitolata a lui e nel duomo c’è un’immagine molto bella fatta da lui. Nella provincia di Frosinone il cognome è molto conosciuto, ma credo sia un altro ramo. Forse dovremmo scriverci questi messaggi all’indirizzo e-mail, perché il wordpress è accessibile a tutti.

        • ok, io sto per partire..
          Senz’altro al rientro potremo continuare.
          Ti mando il mio indirizzo in pvt.
          Piacere di aver fatto la tua conoscenza Nicoletta!

  1. Singolare è questa chiesa accessibile tramite una lunga scalinata. Il motivo è chiaro. Sotto scorreva un fiume.
    Sempre accattivanti i tuoi post, che tra folclore e storia narrano di paesi, piccoli gioielli sconosciuti ai più.

    • Non credere che i salernitani sappiano di questo Capodanno e della chiesa…
      Questo è il guaio: si va ai Caraibi e si ignora quanto ci appartiene e ci è vicino.
      Forse la nostra è stupida esterofilia, non so..
      Sì, il mio intento è proprio divulgare siti, eventi, tradizioni e quanto altro è noti solo a pochi…
      La ritengo una missione nel senso pieno della parola.

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