“‘O monaco”

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In epoche lontane anni luce da questa nostra povera umanamente, ma ipertecnologica età così si usava scaldarsi le lenzuola…

La poesia di certi oggetti è ineguagliabile, Chiara, non trovi?

Da noi si chiamava ” ‘ o monaco”, ma non chiedetemene il motivo..
Pure la nonna di mio marito ne possedeva uno, sebbene fosse di forma differente: era un parallelepipedo. E io lo rammento.
Dentro ci si infilava lo scaldino del post precedente, o , come mi han detto, persino un braciere!

Ma su quest’ultimo dato io rimango scettica …

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4 commenti Aggiungi il tuo

  1. chiaralorenzetti ha detto:

    Proprio così, la poesia che ci donano certi oggetti è impagabile 🙂
    Grazie per averci ricordato l’uso di questo oggetto.

  2. Pietro Barnabe' ha detto:

    Da noi, in Romagna, similmente, chiamavamo suora lo scaldino e prete la struttura lignea.
    Ciao Marzia
    PS: non ho fatto in tempo a rispondere dall’indovinello 😀

    1. marzia ha detto:

      Ma il prossimo indovinello son certa che fari in tempo!
      Un abbraccio e grazie della dritta..ora faccio un post dopo quanto leggo anche grazie a te!

      1. Pietro Barnabe' ha detto:

        Grazie per l’apprezzamento; contraccambio l’abbraccio.
        A presto.

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