C’era una volta Roscigno

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Chiesa matrice di San Nicola

Come promesso accenno al luogo di culto annunciato qui, ma con una necessaria premessa.
Roscigno vecchia nasce più a valle dove scorre il fiume Sammaro.

Nasce per esigenza dei pastori e delle greggi della limitrofa ( si fa per dire ) Corleto Monforte (Sa).

E’ infatti storicamente accertato che nel luogo chiamato “Piano” ,già nel 1200, i benedettini avevano edificato un’ abbazia sotto il titolo di sant’Andrea dell’ Appio la cui regola religiosa era alla base della filiazione dalla S.S.Trinità di Cava dè Tirreni, quindi retta da un solo abate.

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Parte sommitale della Cappella De Saijs

Il dissesto idrogeologico del borgo non poteva certo risparmiare i luoghi di culto. In passato, la suddetta chiesa dedicata a San Nicola, minacciando rovina, fu addirittura abbattuta.
Ricostruito a tre navate, l’edificio sacro situato in piazza Nicotera è stato colpito dall’evento sismico del novembre 1980.
S.Nicola oggi esibisce un soffitto affrescato, ma dai documenti risulta che vantava un soffitto ligneo a guazzo del XVIII secolo, una scenografia che fino ad un certo punto ha sopportato dignitosamente le ingiurie dell’acqua,cornice evidente di una tela oggi perduta.
Elaborato grazie alla tecnica della tempera, il “guazzo” appunto, il soffitto presentava balconate barocche en plein air in un gioco di volute e fiorami a far corona attorno allo spazio oggi vuoto.

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L’altare maggiore è stato spogliato dei marmi, scelta che io disapprovo e ricostruito per la chiesa del nuovo paese.
Questo è lo scenario che il visitatore si trova dinnanzi.

Pensate che l’altare maggiore di marmo venne creato con la pietra di Carrara dal napoletano Antonio Di Lucca che lavorò anche con Vanvitelli a Napoli nella metà del 1700.

Una precisazione mi urge.

Gli antichi altari costituivano una macchina complessa: tra decori e suppellettili, tovaglie, carteglorie, candelieri e frasche la parte marmorea finiva quasi per passare in secondo piano, relegata al ruolo di ossatura.

Ad ogni buon conto, per dare l’idea di com’è ridotto il paese ho scattato varie foto. Questa potrebbe intitolarsi il cielo in una stanza?

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Eppure il fascino di Roscigno io lo ritrovo nei lacerti di architetture rurali mirabili.

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5 thoughts on “C’era una volta Roscigno

  1. Sai che mi ispiro sempre un po’ ai tuoi articoli quando devo cercare nuovi posticini semisconosciuti qui in Portogallo?
    Sei veramente una cacciatrice di perle unica. Nella chiesa di San Nicola girerei un video surreale, si presta alla perfezione😉

  2. Nella realtà sono ( e sono stata) una ispiratrice ( non digito “leader” perchè suonerebbe presuntuoso), una che prova strade nuove, che non si ferma ..
    Una nomade dello spirito.
    Ti ringrazio per aver riconosciuto in pubblico questa mia dote: la caccia di luoghi, tradizioni e dati in me è sempre vigile.
    Forse discendo da una stirpe di cacciatori.😀
    Sì, il luogo si presta ed è stato scenario di film un pò come Matera, facendo le debite distinzioni.
    Chissà perchè un luogo non più antropizzato si presti al surreale, tu che ne pensi?

  3. posti sconosciuti alla stragrande maggioranza degli italiani, compresi gli abitanti dei dintorni, stanno sotto il nostro naso e sono ricchi di fascino e storia.
    I tuoi post riscoprono questi borghi che la memoria collettiva ha dimenticato.

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