La bellezza che crolla e l’ “Ora, lege et labora”.

Riproduzione del panno che cinge Gesù Bambino, da dipinto del Pinturicchio, a cura di Marta Cucchia.

Riproduzione del panno che cinge Gesù Bambino, da dipinto del Pinturicchio, a cura di Marta Cucchia

Ho dedicato a questa abile tessitrice, Marta Cucchia, perugina un articolo tempo fa.

Ora ritrovo una immagine del suo laborioso operato nel blog di una mia amica.

Del resto gli interrogativi che si pone la mia concittadina Federica sono anche i miei…

In effetti è necessario porsi una domanda: com’è nata quella bellezza?

Perché sono stati costruiti luoghi che hanno finito per diventare il punto di riferimento di un’intera comunità? Non certo per la smania di un architetto di far vedere quanto sia bravo, come accade spesso oggi. Alla base non c’era il costruttore, ma lo scopo: i costruttori non erano che artefici, al servizio del fine cui l’edificio era destinato, cioè mettere in contatto l’uomo con il Sacro.

Il Palazzo di Sichelgaita

terremoto_norcia_30-ottobre_1 Basilica di San Benedetto a Norcia.

Cosa si può dire davanti ad immagini come questa?
Niente di niente.
Un altro pezzo della nostra bellezza se n’è andato per sempre, insieme a tanti altri come la Basilica di San Salvatore ai Campi. Certo, si potrà sempre ricostruire, restaurare (ce lo auguriamo di cuore!!), ma non sarà mai più come prima.
E poi ci sono le vite persone, anch’esse crollate, cambiate per sempre: prima, un tetto sulla testa, terra sotto i piedi, una vita normale; adesso macerie, paura e incertezza.
E, di fronte a tutto questo sfacelo, la domanda è inevitabile: perché? Perché la bellezza che noi davamo per scontata ora ci sfugge dalle dita senza che possiamo far nulla? Perché ci tocca assistere impotenti alla furia della natura che ci fa crollare tutto addosso? Naturale corso delle cose? Divina indifferenza, o, ancora peggio, punizione per i mali perpetrati dall’umanità?
Forse le domande che dovremmo…

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3 thoughts on “La bellezza che crolla e l’ “Ora, lege et labora”.

  1. Dispiace veder crollare le proprie “ricchezze” “culturali” … MA, ho visto talmente tante (troppe) opere degradarsi per l’incuria umana, anche di operatori sui beni culturali (cito solamente gli scantinati dei musei, pieni di opere accatastate alla meno peggio), che di fronte a clamità naturali, la mia solidarietà va alle sole vittime.
    Ciao Marzia, buona serata

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