I luoghi de “Il Gattopardo”

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Chi è sessantenne come me non faticherà nell’immagine in alto a riconoscere uno degli ambienti dove Luchino Visconti registrò uno dei suoi capolavori, ovvero la trasposizione cinematografica de “Il Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa al quale, va ricordato, venne data gloria postuma.
Si tratta di uno del saloni di Palazzo Valguarnera Gangi che si erge in piazza Croce dei Vespri, in parole povere nel quartiere della Kalsa.
Il web mi offre uno spaccato di questo mitica zona palermitana che sarebbe sorta durante la dominazione islamica. Insomma era la cittadella fortificata ove avevano dimora l’emiro ed i suoi ministri e ne conserva ancora il nome (al halisah, l’eletta, la pura).
Ma torniamo a noi.
Quest’anno Luchino Visconti avrebbe compiuto 110 anni e un architetto, Eleonora Guzzo, dopo essersi interessata al suddetto palazzo è tornata “ sul luogo del delitto”, ovvero su quegli che son stati i “luoghi di celluloide” del romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, nell’adattamento cinematografico di Luchino Visconti.
Un breve inciso.
Nell’autunno del 1961 il regista effettuò i sopralluoghi in Sicilia, con Mario Garbuglia, lo scenografo e Pietro Notarianni, l’organizzatore generale. Li accompagnava Gioacchino Lanza Tomasi, figlio adottivo di Tomasi di Lampedusa. Le riprese incominciarono solo il 14 maggio 1962.

Rimando all’articolo di Eleonora Guzzo chi volesse approfondire.

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Villa Bosco Grande
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9 commenti Aggiungi il tuo

    1. marzia ha detto:

      Son passata dal blog https://thesistersroom.wordpress.com/ trovando il tutto stimolante.
      Ma tu sai che son laureata in inglese e spagnolo?
      Quindi è un invito a nozze 🙂

      1. tararabundidee ha detto:

        Ohhh ma che bello! Allora ti ho aiutata a trovare il blog giusto!

  1. laurannese ha detto:

    Che dire, la mia Sicilia nasconde tantissime perle, più o meno note! 😀

    1. marzia ha detto:

      Hai letto “I Vicerè” di Federico De Roberto?
      Fantastico romanzo…avvincente e storico, profumato di arance!

      1. laurannese ha detto:

        Certamente! Credo abbia un fascino ancora più particolare per chi, come me, ha vissuto in quei luoghi e può assaporarli nella loro versione storica. 🙂

        1. marzia ha detto:

          Sì e rilancio.
          La narrazione di Federico De Roberto è superiore perchè scrive in maniera disincantata quegli anni tumultuosi..e ne scrive alla fine dell’800, oso dire a caldo..
          Tomasi di Lampedusa, invece, scrisse con nostalgico sapore degli anni e ne scrisse nella metà del 1900, lo sai..
          Saprai che era cugino a Lucio Piccolo, ma forse questo ascolto ti riuscirà nuovo.
          🙂

          http://www.radio3.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-6fdd02ed-71d8-480c-aeb0-7ccb1cdd83cd.html

  2. EnzoRasi ha detto:

    Non so se e quando leggerai questo commento ma vedo che conosci la mia terra e qui hai scritto di essa. Volevo solo indicarti un mio blog nel quale la geografia è tutta al di qua dello stretto. Se vorrai scorrerne le pagine mi farai cosa gradita, è un luogo solitario ma in fondo mi piace resti così.

    1. marzia ha detto:

      Gentile Enzo, rientro ora e di certo mi affaccerò nel tuo spazio che descrivi solitario, non fosse altro per il nome tanto evocativo.

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