Dal passato la Bellezza

Come promesso nel post precedente accennerò al Codice, ma prima lasciate che ve lo presenti con un breve documentario.

La terminologia “Rossanensis” indica il luogo dov’è serbato: il Museo diocesano e del Codex di Rossano (Cs) in Calabria.

Evangeliario greco miniato contenente l’intero Vangelo di Matteo, parzialmente quello di Marco e parte della lettera di Eusebio a Copiano sulla concordanza dei Vangeli, il Codice è un testo adespoto, ossia sono ignoti i suoi autori.
In origine era formato da 400 fogli; ora è mutilo in quanto di essi ne rimangono 188 fogli tutti di pergamena lavorata, tinta in colore purpureo.

La maiuscola biblica (nota anche come greca onciale, ndr) è la grafia con la quale è stato redatto. I termini si trovano in scriptio continua, ovvero senza separazione delle parole; inoltre si leggono privi di accenti, spiriti, segni di interpunzione, eccetto il punctum che segna il passaggio da un periodo all’altro.

onciale_latine

Una parola va detta sulla greca onciale non fosse altro che per ribadirne la matrice.
Utilizzata tra il III e l’VIII secolo nei manoscritti dagli amanuensi latini e bizantini, in seguito questa grafia ( fino al XIII secolo, ndr) la vediamo nelle intestazioni e nei titoli.

Codex_Purpureus_Rossanensis.jpg

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