In stand by

Ci ritroviamo al mio rientro dalla città.

BonnemaisonWomanOvertakenByStorm1799BrooklynC web.jpg

Annunci

“Turris eburnea”

L’uso delle anafore e delle altre figure retoriche è teso a creare il climax.

Il titolo è sarcastico: quel titolo è dato alla Madonna. Ma qui c’entra una delusione umana di chi credevo puro e tutto di un pezzo, ma non lo era.

La torre è quella del Silenzio di Conca dei Marini (Sa), cittadina della Costiera amalfitana.

L’interno mi è noto; come pure la botola.

Ho vissuto un momento di grande rabbia e di dolore. Così ho partorito questa..

Il Joyce di Bartezzaghi

120702_r22329_p886-872.jpg
Torno ad uno dei miei antichi amori, la letteratura inglese, grazie all’aggiornamento di questa rivista culturale, con edizioni in italiano e in inglese, munita di una casa editrice, in rete dal 14 febbraio 2011.

Ad aprile è stato progettato un incontro a Ravenna; sarà la prima Festa di Doppiozero ed è stata battezzata: Gli irregolari.

Ad attrarre la mia attenzione, stavolta, è stata la sintesi di un articolo “Joyce, l’uomo di meandertale” a cura di Stefano Bartezzaghi.

Per chi non lo conoscesse, due parole su Bartezzaghi, figlio d’arte, diciamo così.

Le prelevo per semplificare da Wikipedia.

Si è laureato con una tesi in Semiotica al DAMS (Discipline delle Arti, Musica e Spettacolo della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’ Università di Bologna) con relatore Umberto Eco.

È figlio di Piero Bartezzaghi, famoso enigmista, e fratello di Alessandro Bartezzaghi, condirettore della Settimana Enigmistica, e di Paolo, redattore della Gazzetta dello Sport.

L’imprendibile Joyce dovetti affrontarlo, mio malgrado, con la lettura e lo studio di due sue opere che sono tra i pilastri della letteratura moderna.

Affrontai l’ impervio studio di “Gente di Dublino” e dell’Ulisse con un approfondimento.

Non era in programma ( per fortuna) anche Finnegans Wake che, a detta di Eco, porta il linguaggio oltre ogni confine di duttilità e di comunicabilità.

E se l’ Ulysses rappresenta il più ardito tentativo di dare una fisionomia al caos, Finnegans Wake costituisce il più terrificante documento di instabilità formale e ambiguità semantica di cui si sia mai avuta notizia. 

Ora sto rileggendo, con gli occhi dei miei 62 anni, l’ Ulysses; la mia edizione è dotata di una robusta introduzione di Giorgio Melchiori, allievo di Mario Praz.

p.s. ho avuto la fortuna di avere come mio docente di letteratura inglese ( per 4 anni all’Università di Salerno, ndr)  Franco Moretti, un genio, fratello di Nanni. L’ho rintracciato un anno fa. Mi ha risposto dagli USA. Ora lavora alla Stanford University.

 

 

La Puglia amica del cinema

Tra i tanti film ho scelto “La ragazza del mondo” con un Michele Riondino irriconoscibile, una produzione a firma di Marco Danieli , opera prima.

Una premessa, questa, per documentarvi su una kermesse pugliese per me avvincente: il Sud Festival.

L’evento si tiene a Monopoli che fa venire alla mente, lo so, un gioco che diverte tanti, compresa me.

Il bello è che baricentro della kermesse è un cinema, il Vittoria, altro richiamo al gioco.

E’ là che dallo scorso 27 gennaio e fino al 17 marzo ogni venerdì saranno proiettati 8 film , quelli in programma al Sudestival, rassegna del cinema italiano che da 18 anni si tiene nella ridente cittadina pugliese.

I numeri della manifestazione contano ben 24 prime visioni regionali, 33 anteprime nazionali, un pubblico in costante crescita con quasi settemila spettatori nella passata edizione. 

Il Sudestival è a tutti gli effetti una officina degli esordi per giovani registi e autori.

I giorni della merla

Repetita iuvant!

Buona lettura

Molise a colori

download29, 30 e 31 gennaio sono chiamati i “giorni della merla” e sono definiti i giorni più freddi dell’anno… Ma da dove nasce questa espressione?

Si racconta che, in tempi molto antichi, gennaio non avesse ancora 31 giorni ma solo 28. Invidioso di una merla molto ammirata per il suo grande becco giallo e per le penne bianchissime, si divertiva a tormentarla con bufere di neve e vento. Un giorno, la merla, stufa di tutto questo, andò da gennaio e gli chiese: “potresti durare un po’ di meno?”. Ma gennaio, alquanto orgoglioso, rispose: “Carissima, proprio non posso.” E così l’anno seguente, la Merla fece una grande scorta di cibo che infilò nel suo nido, rimanendo per tutti i 28 giorni al riparo senza bisogno di uscire.

Quest’anno sono stata proprio bene, sempre al calduccio, e tu non hai potuto farmi congelare il becco…

View original post 134 altre parole

La merla e i suoi giorni

Un pò di leggerezza non guasta, suvvia!

Ignoravo, lo confesso, questa tradizione fino a quando una bloggher milanese non iniziò a parlarmene quattro o cinque anni fa.af252d3eeea425f30a67a5103a258392_i_giorni_della_merla.jpg

Oggi, come da due anni a questa parte, la mia più cara amica non fa che chiedermi:

“come sarà il meteo nei giorni della merla?”.

Forse spera nei miei dolori ( ho un igronomo incorporato che è ‘na bellezza!) per avere anticipazioni?

Tramite un bloggher poco fa ho rinvenuto un sito :chi volesse anticipazioni per febbraio clicchi senza problemi. E’ gratis.

La mia domanda relativa alla merla ha ricevuto almeno due ipotesi.

Riporto quella che risale al 1740.

L’origine del quel dettato dicon esser questo: dovendosi far passare oltre Po un Cannone di prima portata, nomato la Merla, s’aspettò l’occasione di questi giorni: ne’ quali, essendo il Fiume tutto gelato, poté quella macchina esser tratta sopra di quello, che sostenendola diè il comodo di farla giugnere all’altra riva. Altri altrimenti contano: esservi stato, cioè un tempo fa, una Nobile Signora di Caravaggio, nominata de Merli, la quale dovendo traghettare il Po per andare a Marito, non lo poté fare se non in questi giorni, ne’ quali passò sovra il fiume gelato.

Secondo voi perchè si chiamano i giorni della merla?

 

Il dialogo di Franz

Franz: Non solo hai vinto la sfida…ma hai quasi messo in scena la mia operina…sono semplicemente estasiato… e la musica poi…è come se le voci delle animelle vibrino sotto le parole e le immagini in un continuum mistico…bellissimo!!!!!

Marzia: Il mio intento era quello, ma solo tu potevi esprimere l’ultima parola.
La sfida per me è fondamentale.
E, spesso, le tue liriche sono una sfida a migliorare, a riflettere, a conoscere, a sperimentare.
Per nessuno degli altri montaggi è stato così.
Felice di avercela fatta..