“Turris eburnea”

L’uso delle anafore e delle altre figure retoriche è teso a creare il climax.

Il titolo è sarcastico: quel titolo è dato alla Madonna. Ma qui c’entra una delusione umana di chi credevo puro e tutto di un pezzo, ma non lo era.

La torre è quella del Silenzio di Conca dei Marini (Sa), cittadina della Costiera amalfitana.

L’interno mi è noto; come pure la botola.

Ho vissuto un momento di grande rabbia e di dolore. Così ho partorito questa..

Il Joyce di Bartezzaghi

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Torno ad uno dei miei antichi amori, la letteratura inglese, grazie all’aggiornamento di questa rivista culturale, con edizioni in italiano e in inglese, munita di una casa editrice, in rete dal 14 febbraio 2011.

Ad aprile è stato progettato un incontro a Ravenna; sarà la prima Festa di Doppiozero ed è stata battezzata: Gli irregolari.

Ad attrarre la mia attenzione, stavolta, è stata la sintesi di un articolo “Joyce, l’uomo di meandertale” a cura di Stefano Bartezzaghi.

Per chi non lo conoscesse, due parole su Bartezzaghi, figlio d’arte, diciamo così.

Le prelevo per semplificare da Wikipedia.

Si è laureato con una tesi in Semiotica al DAMS (Discipline delle Arti, Musica e Spettacolo della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’ Università di Bologna) con relatore Umberto Eco.

È figlio di Piero Bartezzaghi, famoso enigmista, e fratello di Alessandro Bartezzaghi, condirettore della Settimana Enigmistica, e di Paolo, redattore della Gazzetta dello Sport.

L’imprendibile Joyce dovetti affrontarlo, mio malgrado, con la lettura e lo studio di due sue opere che sono tra i pilastri della letteratura moderna.

Affrontai l’ impervio studio di “Gente di Dublino” e dell’Ulisse con un approfondimento.

Non era in programma ( per fortuna) anche Finnegans Wake che, a detta di Eco, porta il linguaggio oltre ogni confine di duttilità e di comunicabilità.

E se l’ Ulysses rappresenta il più ardito tentativo di dare una fisionomia al caos, Finnegans Wake costituisce il più terrificante documento di instabilità formale e ambiguità semantica di cui si sia mai avuta notizia. 

Ora sto rileggendo, con gli occhi dei miei 62 anni, l’ Ulysses; la mia edizione è dotata di una robusta introduzione di Giorgio Melchiori, allievo di Mario Praz.

p.s. ho avuto la fortuna di avere come mio docente di letteratura inglese ( per 4 anni all’Università di Salerno, ndr)  Franco Moretti, un genio, fratello di Nanni. L’ho rintracciato un anno fa. Mi ha risposto dagli USA. Ora lavora alla Stanford University.

 

 

La Puglia amica del cinema

Tra i tanti film ho scelto “La ragazza del mondo” con un Michele Riondino irriconoscibile, una produzione a firma di Marco Danieli , opera prima.

Una premessa, questa, per documentarvi su una kermesse pugliese per me avvincente: il Sud Festival.

L’evento si tiene a Monopoli che fa venire alla mente, lo so, un gioco che diverte tanti, compresa me.

Il bello è che baricentro della kermesse è un cinema, il Vittoria, altro richiamo al gioco.

E’ là che dallo scorso 27 gennaio e fino al 17 marzo ogni venerdì saranno proiettati 8 film , quelli in programma al Sudestival, rassegna del cinema italiano che da 18 anni si tiene nella ridente cittadina pugliese.

I numeri della manifestazione contano ben 24 prime visioni regionali, 33 anteprime nazionali, un pubblico in costante crescita con quasi settemila spettatori nella passata edizione. 

Il Sudestival è a tutti gli effetti una officina degli esordi per giovani registi e autori.