Siamo tutti della stessa carne

Sono meridionale ed italiana.

Il tema dei migranti mi è particolarmente caro; mio figlio è emigrato, trovando lavoro nel Veneto.

Siamo un popolo che ha conosciuto la tristezza di dover lasciare la propria terra per cercare lavoro. I nostri nonni e pure i bisnonni son stati emigranti ed han conosciuto lo straniamento di una lingua diversa, la solitudine, il pianto.

Per questo ho approntato un piccolo e semplice montaggio. Per i terremotati e non solo.

Non aspettatevi granchè liricamente: non sono un poeta, sono una donna che conosce l’empatia e della storia è memore.

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21 pensieri riguardo “Siamo tutti della stessa carne

  1. Non importa da dove….importa essere….sempre ed ovunque.Tu sei ed hai diritto anche nell’universo fra una stella e l’altra al sorriso di tutti.Il mio? Sta sul tuo comodino..dal nord al sud a volte ci si arriva con uno scocchio di dita.Voila’….son li.

  2. Però non paragoniamo chi viene qui per farsi mantenere e delinquere con gli italiani che si sono spaccati la schiena all’estero. Soprattutto ricordiamo che in America sono tutti stranieri immigrati tranne gli Indiani. E si vede che fine che hanno fatto

    1. Non dimentico i nativi e quanti come loro han sofferto e son stati trucidati, Indy.
      In quanto al resto è colpa delle scelte politiche.
      Non si fa accoglienza così, nella maniera più assoluta!

    1. Temevo che puzzasse di retorica, Franz, ma pure mio padre mi ha detto a telefono che nutre gli stessi sentimenti …
      Ci dimentichiamo di essere fratelli.
      Le sciagure servono, in tanto dolore, a rammentarcelo in modo acerbo

        1. Ne son felice…vedere cadere tanta neve e pensare alla Serbia e ai terremotati è stato immediato, mi ha stretto il cuore e tu mi capisci.

  3. Ho i brividi… non per la neve del video ma per il tuo pensiero espresso con quelle parole.
    Sì, siamo tutti, ma proprio tutti, uguali. Non lo dico per dire: sono figlia di padre lombardo e mamma siciliana e ho vissuto la mia infanzia in Toscana… chi meglio di me potrebbe asserirlo con convinzione?! 😉
    Un abbraccio, Marzia.

  4. Ciao Marzia, questo messaggio video è molto forte. Chi sente in questi giorni di doversi ribellare al “gelo dell’anima”, al freddo che è diventato la metafora della nostra civiltà, si esprime con i mezzi che ha. Lo considero un dovere. Io l’ho fatto con le parole e tu anche con la musica e le immagini. E’ importante dire. E’ importante fare.

    1. Son concorde Elena.
      Guai se facciamo vincere l’indifferenza…
      Non son l’unica che alla vista di una gelata inattesa ha pensato a chi stava soffrendo…
      Son contenta di averti incrociata.

  5. E il gelo dovrebbe salire in noi e non lasciare spazio all’indifferenza.
    Partecipare alla sofferenza degli altri, ecco.
    Quanti realmente sentono il malessere altrui?
    gb

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