Riflessione

Stamattina, per la prima volta, mi è stato chiesto un montaggio, ma su un testo lungo e di prosa. Non me la son sentita: opero su poesia. Pertanto, ho dovuto declinare la richiesta, sebbene mi imbarazzi sempre negare un favore.

Mi son interrogata sui montaggi. Essi mi costano sia in termini di salute ( da qualche giorno mi piangono gli occhi) sia di tempo. Sto arrivando alla conclusione di smettere.

Ho sperimentato per settimane, ho ricevuto la fiducia, accettato sfide come quelle del dialetto e le ho vinte, di capire bene come funziona l’editor di You Tube; mi han permesso di emozionare, di far felici persone delle quali nulla so nè saprò.

Ma mi sto chiedendo che senso ha continuare…

 

 

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46 pensieri riguardo “Riflessione

    1. Sì, lo so…tutto quanto potevamo darmi l’ho avuto con gli interessi in termini di soddisfazione, condivisione.
      Un salto prossimo poteva essere di crearli a pagamento, ma ciò che si fa per passione non si piega ad altre logiche..

        1. Come ho spiegato alla bloggher io scelgo perchè mi attrae ciò che nutre la mia ispirazione.
          Essere scelta non è mai stata una mia modalità, Vittorio.
          Mi son vista “Il portaborse” nel pomeriggio. Quanto sono lontani certi circuiti dai nostri, gente comune che lotta con le bollette o un amore..

  1. Ciò che ci fa piacere è sempre impagabile, ma anche il piacere finisce per stancare: magari staccare per un po’sarebbe un toccasana. Per poter tornare con più convinzione…
    Abbraccio d’immenso…

    1. Sento di dovermene staccare, sì…
      Hai colto in pieno, Sil, ma non me ne stupisco: conosco la tua acutezza.
      Quella richiesta ha messo uno stop ed è stata salutare.
      Ricambio l’abbraccio

      1. Sì un pò è come un blog…
        Ma mi ritrovo stanca, sarà pure il gelo: qui al Sud non ci siamo abituati…
        Mi piace far felici altri e sperimentare, ma al momento deve cambiare, non so ancora cosa…
        🙂

    1. Se altri mi chiedessero lo stesso direi di no e la cosa mi imbarazza molto, Indy.
      Come ho già scritto : amo scegliere non essere scelta.
      L’ispirazione mi guida nella scelta, lo sai

  2. Marzia cara…so cosa dici e vuoi dire e per le persone generose capaci di creativa affettività lo sfinimento è sempre in agguato… Tu mi hai regalato gioielli impagabili che hanno fatto rilucere oltre ogni confine i miei versi e quella bellezza la tengo e la terrò cara… io dico: tieniti la libertà di fermarti o di scegliere ciò che ti ispira…nessuno, ne sono certo, se ne offenderà… Con affetto…tuo Franz

    1. Ti son grata della tua comprensione, sulla quale non v’era alcun dubbio…
      Mi piace pensare che con il dialetto tuo ho concluso una bella stagione di sperimentazioni creative.
      🙂

      1. la tua creatività non si conclude… prende, semmai, una pausa… son vertigini e impulsi che “non concludono”… lo sai meglio di me…un abbraccio forte

    2. ps. ieri sera su You Tube mi son vista una commedia con una formidabile Isa Daniela che, ad un certo punto, dice ” a secca, a mecca e a mevera secca”.
      Ecco Franz, solo tu e Dora potete farmi luce.
      Ho cercato in Google e ho capito il significato, ma mevera in napoletano cos’è?

      1. “Pare ’n’agiulillo ma secondo me già sape ’a lecca e ’a mecca e ’a mevera secca.” Da “ferdinando” di Annibbale Ruccello…”conosce il fatto suo…” Mevera dovrebbe essere uno slittamento da Nevera… (neve corrotta, sporca che solo uno che viaggia (da lecca a Mecca) può conoscere bene. 🙂

        1. Andrebbe visto nel suo posto deputato, ossia il teatro, lo so, ma mi contento così.
          Da conoscitore e buongustaio delle maglio cultura partenopea hai capito subito!
          Mi sta venendo da studiarmi Annibbale Ruccello, sai Franz…
          GRAZIE

        2. Si aveva poco più di 30anni… una vera perdita per il teatro…un persona gentile e dolce, un antropologo assai colto (De Simone, non lo confessa, gli deve molto)

        3. Questo è un motivo di più per dedicargli un post.
          Ho letto che in una rappresentazione interpretò Don Catellino.
          Davvero il buon De Simone gli deve, oh bella… è lecito chiederti cosa?

        4. Se trovi il volume “Carnevale si chiama Vincenzo” firmato da Annabella Rossi e Roberto De Simone …se lo trovi, ebbene sappi che tutto il materiale è stato raccolto sul campo da Annibale…e il suo linguaggio..i suoi detti spiazzanti nascono da questa forte esperienza di antropologo che gli andrebbe riconosciuta più di quanto non sia stato sinora.

        5. Cercherò in rete questi dati che son preziosi perchè rendono giustizia a chi è il vero autore del materiale.
          Sì, ho letto che era antropologo e questo spiega le sfumature che in “Ferdinando” ho appena colto.
          Grazie Franz

        6. Sei stato fortunato a frequentarlo, allora..
          Le ricerche che avrà compiuto e trasfuso nelle sue opere sono un ripescaggio culturale di prim’ordine.
          Quanto abbiamo perduto e quanto rimane ancora da rinvenire…
          Mi spiace solo di averne capito il valore solo da poco…

  3. ti capisco
    tante volte ho pensato che non ce la facevo a scrivere ancora…
    ma nel tuo caso la difficoltà è quel dare sia in partenza in “rapporto a”… è come avere una responsabilità doppia in quello che pure è un piacere
    se fosse che hai bisogno di continuare da te… cioè dalla tua scrittura? se fosse che ti nasce questo bisogno e non lo sai?
    quando lasci da me i tuoi versi..vedi… io penso a questo.. dovresti cominciare a editare (o rieditare) le tue poesie… magari fare di quelle dei montaggi, ma solo quando senti…

    non so se riesco a spiegare cosa intendo
    magari è solo una mia idea

    torno ai tuoi video: per me sono un qualcosa di bellissimo che hai fatto per me, tra gli altri, e non necessiti di riconoscimento, ma del mio grazie espresso con amore, oltre al riconoscere la cura, la bravura
    non so se mi spiego anche con questo pensiero…

    ci sto provando…

    baci, Marzia

    vado a cenare
    buona cena anche a te!

        1. probabilmente facciamo un piccolo debutto in aprile, ma stiamo ancora decidendo
          ti racconto, poi, in mail appena ho un attimo più disteso 🙂
          sono a letto e spero di riposare anche se dormire non se ne parla 😦
          notte di dolci sogni, Marzia

    1. Ti sei spiegata alla perfezione, mia carissima..
      Non so, dici le mie creature, ma non so se me darebbero la stessa gioia.
      Il bello è stato anche avere la fiducia, regalare emozioni.
      Se gioco in casa, questo in parte lo perdo…
      Sono ad un punto di svolta e devo capire dove mi porterà l’intuito.
      Ti ringrazio per avermi dato fiducia.
      Non è da tutti, sai…??

  4. Pingback: Pausa – Alchimie

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