Avevamo le tasche vuote, ma i nostri cuori erano ricchi di valori, di rispetto, di dignità.

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‘U piattar

Nonostante la forte infreddatura come faccio a non evidenziare da me questa carrellata di immagini straordinarie di una Italia che fu???

Mio marito ricorda il mestiere che ho scelto per lanciare il post di Filippo Fabio.
E’ stato lui ad indicarmene funzione e nome.
‘U piattar passava di paese in paese con una enorme cesta, faceva notare la sua presenza e la merce che portava.

Liberi di Essere

Concludo la settimana con un omaggio agli antichi mestieri, senza i quali non saremmo mai giunti al XXI° secolo. Sporchi, poveri, con i calli alle mani e le schiene spezzate dalla fatica, ma con i cuori ricchi di dignità, di valori, di rispetto per se e gli altri. Tutte cose che, a mio parere, la tecnologia moderna non potrà mai donarci.

Prima di lasciarvi alla galleria fotografica, voglio premiare l’immagine che ritengo meritevole di riflessione. Non so chi tu sia, ma “Grazie” per quel sorriso.

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Godetevi la gallery e buon weekend

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37 commenti Aggiungi il tuo

  1. Meraviglioso sorriso, di un uomo ” fiero e felice” davvero! se hai il piacere di leggere il mio ultimo post, noterai che la pensiamo allo stesso modo. Sogni d’oro 🌙

    1. marzia ha detto:

      Sì, bellissimo perciò , nonostante non stia bene, ho scelto di evidenziare il post…

      1. E hai fatto benissimo! !!

  2. le parole di paola-illaboratoriodipetunia2 ha detto:

    E che mai più esisterà…..fingerà d’essere dimenticando ciò che fu.

    1. marzia ha detto:

      No, esisterà fino a quando noi ne perpetuiamo almeno il ricordo, Paoletta

      1. le parole di paola-illaboratoriodipetunia2 ha detto:

        Si ma il collettivo attuale se ne infischia cara

        1. marzia ha detto:

          Figlia bella e che cazzo contano?
          Noi contiamo.
          Conta quello che ti ho creato, quello che tu dai, ok?

        2. le parole di paola-illaboratoriodipetunia2 ha detto:

          Ah ok…..basta che non ti arrabbi che poi ci sto male:)

        3. marzia ha detto:

          E chi si arrabbia…
          Tu non c’entri: è un “abbaio” innanzitutto verso me stessa che non devo demordere MAI.
          Quanto hai scritto mi rammenta cosa, di tanto in tanto penso pure io, figlia bella

        4. le parole di paola-illaboratoriodipetunia2 ha detto:

          Eh cara………a volte nel mio silenzio ci ritroviamo.

        5. marzia ha detto:

          Ne son felice Paoletta bella bella

        6. le parole di paola-illaboratoriodipetunia2 ha detto:

          :-)))))

        7. marzia ha detto:

          Paoletta io me ne infischio di loro.
          Me ne fotto.
          Questa è una guerra in una Italia che questi maiali han distrutta, noi possiamo scegliere se fare guerriglia, i partigiani, il sottobosco..dimmi tu

  3. Giorgiana Bratu ha detto:

    Ho soltanto 35anni, ma cresciuta in Romania. “Avevamo le tasche vuote, ma i nostri cuori erano ricchi di valori, di rispetto, di dignità” è una frase che sento anche mia. Quel sorriso mi ricorda tutte le persone che incontravo in campagna, andando dai nonni. Molto bello!
    Grazie Marzia! Buona domenica! 😘

  4. marzia ha detto:

    Bella questa tua testimonianza, carissima.
    In tanti la sentiamo, sai…
    Io ho tesaurizzato questo sentire grazie al mio vissuto , e poi da mia suocera di più che da mia madre che non amava parlare delle ristrettezze della guerra..
    E, oggi a 62 anni, mi ritrovo a dire: “Com’era bello quando avevamo poco, ma tanta solidarietà!…
    Quei mestieri faticosi rendevano il sorriso, paradossalmente, più facile.
    Dove ha portato il benessere che fu?
    Ai disagi mentali di oggi, alle depressioni; c’è una mancanza di anticorpi mentali, mi spiego o digito concetti in un italiano complicato per te?

    1. Giorgiana Bratu ha detto:

      Ho qualche problema soltanto nel capire i dialetti, per il resto italiano è diventato anche la mia lingua (sempre da perfezionare).
      Sono completamente d’accordo con i suoi concetti.

      1. marzia ha detto:

        Ho una formazione linguistica; per me la parola tradotta è tradita..mi spiego vero?
        Per esempio la parola” schizzicazzichea” non è solo piovere piano piano…
        Anche per la tua lingua, che mi risulta simile al latino, avrai lo stesso problema.
        Diciamo che son una purista per quanto riguarda la lingua e,più in generale, la comunicazione che subisce vari “disturbi”.

        1. Giorgiana Bratu ha detto:

          Sì è vero, certe parole tradotte perdono il senso.
          Ho quasi paura di scrivere o commentare i suoi scritti, perché sicuramente qualcosa grammaticalmente sbagliato c’è sempre… Hahaha! Un abbraccio!

        2. marzia ha detto:

          Stai serena…io , nel caso che necessiti, correggo e nessuno se ne accorge.
          Accedo dalla bacheca..
          😉
          Ma non hai sentito che gli studenti universitari italiani son dei somari in italiano??
          C’è una portesta degli intellettuali al Ministro.
          E non hanno scusanti, Giorgiana

        3. Giorgiana Bratu ha detto:

          Purtroppo è vera questa cosa. Mio figlio fa la terza media e in grammatica pensa di andare molto bene, per colpa dei voti. Discuto sempre con lui per questa cosa, fa fatica a raccontarmi qualcosa usando soltanto il passato e del congiuntivo non ne voglio parlare… ma siccome ha la media del 8, gli va bene così…
          Io invece non sono bravissima, non è proprio facile, però mi sto impegnando a imparare a scrivere e parlare correttamente, perché ci tengo.

        4. marzia ha detto:

          BRAVA e scommetto che vai meglio di lui.
          Mio marito ha insegnato e dei professori ha una pessima idea!!!!

  5. titti onweb ha detto:

    Belle le immagini che evocano preziosi tempi lontani….non così lontani….ma dove le cose vere e buone (sentimenti e cibo, ad esempio) ti salvavano…oggi uccidono😢
    Grazie Marzia!!🙂

    1. marzia ha detto:

      Oggi è la giornata dedicata alla lota agli sprechi.
      Diffondi..se ti va..è una briciola ma capace di innescare una controtendeza, non pensi?
      http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/rifiuti_e_riciclo/2017/02/02/spreco-alimentare-dallenea-un-decalogo-per-contrastarlo_03df3270-95bc-42c7-a084-ea5934d567a7.html

  6. caterina rotondi ha detto:

    Quanti “bucati”fatti a mano in quei galettoni pieni di panni…di olive raccolte fino a Marzo con il gelo,oppure sotto il sole della Puglia raccogliendo pomodori e mandorle e tirando secchi di acqua dai pozzi profondi.
    Eppure si cantava per non sentire la stanchezza dei giorni che non finivano mai…senza vedere mai un soldo.
    Un tesoro quelle foto,molto difficili da trovare.
    Sei un gran tesoro anche tu.. non facile da trovare 🙂
    Baci Marzia

    1. marzia ha detto:

      Mi commuovi, Caterina carissima…
      Ho delle foto antiche, sai..
      Se cerchi on line gli Archivi degli Alinari ritrovi parte di te…
      Non voglio fare la nostalgica, ma era bello nonostante tutto, erano prassi, addirittura rituali antichi …
      Un bacio

      1. caterina rotondi ha detto:

        Rituali che tenevano unita una numerosa famiglia.
        Anch’io…vado sempre in cerca di foto antiche della famiglia quando faccio visita alle mie care zie.
        Gennaio scorso morì uno zio che aveva compiuto 102
        Morì nel sonno di vecchiaia,aveva ancora un cervello fine,aveva una mano offesa che era stato fatto prigioniero nella seconda guerra mondiale dagli inglesi
        Gli altri zii viventi sono oltre 85..90..95
        Erano 12 fratelli…8 donne. ..4 uomini, tutti bellissimi ♥
        Bacioni Marzia

        1. marzia ha detto:

          Stupenda testimonianza della quale ti ringrazio tanto.
          Penso, guardando i danni delle famiglie attuali, al patriarcato e penso che è superato, ma aveva tanti vantaggi.
          Certo le individualità eran sacrificate rispetto al clan.
          Hai mai provato a scrivere un diario, a stendere su carta queste informazioni, Caterina?

        2. caterina rotondi ha detto:

          Mia figlia ci aveva pensato.essendo una famiglia molto numerosa impiegherebbe anni
          Solo a raccontare tutti gli anni di guerra fatti da mio padre incluso la ritirata a piedi fatta dalla Russia ci vorrebbe un libro intero.
          Incominciò con la raccolta dei vari documenti ma occupa tempo e testimonianza di persone che non ci sono più.
          A potuto solo esaudire un mio piccolo desiderio di publicare un mio libro di poesie,intitolato”Pensieri di un giorno qualunque”
          Chissà forse un giorno quando sarò più anziana e avremo più tempo scriveremo quello che…rimmane della memoria.
          Baci

        3. marzia ha detto:

          Devi fare in modo che non scompaiano tante tracce del tuo vissuto, del vostro vissuto.
          Se vuoi una mano sai dove trovarmi.
          A Pieve Santo Stefano , in provincia di Arezzo, esiste da anni l’ Archivio dei diari, lo sapevi?
          Papà mio gli ha mandato quello suo di guerra ed è stato inserito in un’antologia

        4. caterina rotondi ha detto:

          Sarebbe bello,la mia è una bella famiglia con un’intera era da raccontare

        5. marzia ha detto:

          Allora, benissimo.
          Devi raccogliere un pò alla volta sia quello del quale hai memoria sia farti raccontare.
          Se fossimo più vicine ti aiuterei..

        6. caterina rotondi ha detto:

          Ti porterei con me dalle zie sono tutte carinissime

        7. marzia ha detto:

          Ne sarei lieta assai.
          Ma non puoi usare un registratore?
          Poi riversi il tutto sul Pc e sbobini

        8. caterina rotondi ha detto:

          Si, posso anche registrare sul mio cell

        9. marzia ha detto:

          E che aspetti…

        10. caterina rotondi ha detto:

          Abitano in paesino confinante.
          Però una abita vicino ed è una chiacchieronaaaaa :))

        11. marzia ha detto:

          ahaahahhahahahahh, forte ‘sta cosa

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