La luce diversa di Tarkovskij

Nell’opera “La morte di Maria” che ho inserito nel post precedente è chiara la dimensione onirica: la scena sacra è avvolta da un’ambientazione domestica.

Il tutto viene riscaldato dal fuoco del camino mentre sul letto di morte Maria emana un chiarore innaturale, mistico.

Chi tra voi conosce almeno un film di Andrej Tarkovskij  questo può rievocare le scene oniriche presenti, per esempio, in Stalker del 1979 o in Sacrificio del 1986; là alcune sequenze palpitano di corrispondenze misteriose, con interventi telecinetici, in grado di creare atmosfere enigmatiche. 

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Fotogramma tratto da “Stalker”

Ma il rapporto tra il pittore olandese Pieter Bruegel il Vecchio e Tarkovskij si spiega facilmente: il regista sovietico mutua sia dai primitivi fiamminghi sia dagli olandesi l’osservazione diretta della natura, la capacità di addentrarsi nella sacralità naturale della vita.
Il regista è attento molto alla quotidianità che mostra con una luce particolare.
Viene sondato, in superficie e nel profondo, il rapporto che intercorre fra la natura umana e quella della vita.

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4 pensieri riguardo “La luce diversa di Tarkovskij

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