A Leuconoe

il

Tu ne quaesieris, scire nefas, quem mihi, quem tibi
finem di dederint, Leuconoe, nec Babylonios
temptaris numeros. Vt melius, quidquid erit, pati,
seu pluris hiemes seu tribuit Iuppiter ultimam,
quae nunc oppositis debilitat pumicibus mare
Tyrrhenum! Sapias, uina liques et spatio breui
spem longam reseces. Dum loquimur, fugerit inuida
aetas. Carpe diem, quam minimum credula postero.

Stavolta è stato il turno di una celeberrima Ode di Orazio, rivolta ad una fra le donne amate dal poeta latino; il suo nome in italiano significa “dalla candida mente”..

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4 commenti Aggiungi il tuo

  1. gelsobianco ha detto:

    Meraviglia!
    Complimenti, Marzia cara

    gb

  2. newwhitebear ha detto:

    bella questa ode di Ovidio che hai animato con le tue immagini.
    Mi aspettavo il testo latino invece è comparsa la sua traduzione.

    1. marzia ha detto:

      Ci avevo pensato sai, Gian Paolo…ma poi l’ho evitato perchè non tutti padroneggiano il latino; il fascino l’ha perduto con la traduzione lo so.

      1. newwhitebear ha detto:

        Hai ragione. Non tutti avrebbero potuto apprezzare testo e immagine associata.

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