Quando le mani cantavano

mastieri6

Ieri sera mi è capitato di leggere una disamina intelligente in tema di botteghe e di lavoro da Pietro.

Continuo sul solco che lui ha tracciato, rilanciando questo mio post datato.

Alchimie

faleUn mio precedente posttradiva il mio sfegatato interesse per gli antichi mestieri, ai quali son legati remoti ricordi infantili e film e documentari come questo che ho rinvenuto.

Sono mestieri che han fatto l’Italia, ma che nessuno ha provveduto a salvare.

Stavolta mi fermerò su un lavoro antico che parte dalla lana e diventa materasso.
Confesso che da bambina osservavo assorta questa trasformazione.

Vicino casa di mia nonna c’era una bottega ( veramente più di una bottega: il fabbro, il sediario, il falegname, il calzolaio, detto “solachianielllo” in napoletano).

Ogni bottega aveva un suo odore, una sua prassi…una sua clientela che era una famiglia quasi.
Ora non ci si pensa: i materassi di lana son in via di estinzione e hanno lasciato il posto a quelli ( più igienici) di lattice o a molle.
Rammento ancora la procedura utilizzata da mia nonna Antonietta.
Prima di tutto la lana…

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3 pensieri riguardo “Quando le mani cantavano

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