La mappa perduta

Ebstorf è un comune mercato di oltre cinquemila abitanti della Bassa Sassonia, in Germania.

Immagine
Il suo nome si lega ad una mappa dipinta su trenta pelli di capra cucite insieme, alias una tra le più imponenti di tutto il Medioevo.

Attribuita a Gervasio di Ebstorf, in realtà secondo gli studiosi costui altri non sarebbe che Gervasio di Tilbury, vissuto nel tredicesimo secolo, giurista, politico e scrittore inglese.
E se l’originale andò perduto ad Hannover nel corso di un bombardamento degli Alleati, rimane traccia della mappa in una serie di fotografie in bianco e nero scattate nel 1891.

Nel capolavoro di Gervasio il centro cadeva sulla città di Gerusalemme e il punto cardinale Est era rivolto verso la parte superiore della carta.

Inoltre vi venne raffigurato il Cristo, raffigurato con la testa in alto, le mani ai lati e i piedi in basso, mentre la città di Roma era rappresentata con la figura di un leone. Tutto intorno alla mappa il cartografo compilò una fitta e dettagliata legenda che, oltre alla definizione dei termini usati sulla carta, forniva descrizioni di animali, il racconto della creazione del mondo e una breve descrizione del tipo di cartografia usato, con la spiegazione del perché l’emisfero venisse raffigurato diviso in tre parti. La mappa includeva anche storie e simboli, sia pagani che biblici.

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Lo storico Gudrun Pischke vi ha rinvenute oltre duemila voci, millecinquecento pezzi di testi, oltre ottocento immagini che mostrano edifici (500), fiumi, laghi, mari e altri corsi d’acqua, isole (60), persone (45) e animali (60 ). A ciò vanno aggiunti numerosi motivi religiosi.

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7 pensieri riguardo “La mappa perduta

  1. Ogni mappa nasconde…tesori nascosti innimmaginabili,verità perdute che non si potrammo mai recuperare del tutto.
    Le guerre distruggono gran parte del nostro passato,adesso con la scenza molto evoluta anche con piccole tracce ritrovate ci dicono tanto.
    Ciao Marzia…abbraccio

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