L’area flegrea (1)

Prima di accennare ai tesori sottomarini dell’ area flegrea una premessa va fatta.

L’Osservatorio Vesuviano data l’ inizio del vulcanismo nell’area in modo approssimativo; infatti sequenze di lave e piroclastiti di circa 2 milioni di anni di età sono state incontrate in perforazione tra Villa Literno e Parete, in affioramento i prodotti vulcanici più antichi hanno un’età di circa 60.000 anni e sono costituiti principalmente da depositi piroclastici e da resti di duomi lavici.

In punto fermo alla vicenda geologia lo han messo 39.000 anni e 15.000 anni fa due eruzioni che han prodotto lo sprofondamento e una sovrapposizione, generando una caldera complessa che rappresenta la struttura più evidente del Distretto Vulcanico Flegreo. Quest’ultimo comprende i Campi Flegrei, parte della città di Napoli, le isole vulcaniche di Procida ed Ischia, e la parte nord-occidentale del Golfo di Napoli.

Nei periodi di tempo compresi tra il 1970-72 ed il 1982-84 gli abitanti dell’area flegrea, e di Pozzuoli in particolare, sono stati testimoni e vittime di un fenomeno di sollevamento del suolo che, in pochi mesi, ha portato quest’ultimo ad un livello, complessivamente, di circa 3.5 m più alto. Questo fenomeno è noto con il nome di bradisismo (letteralmente movimento lento del suolo, in contrapposizione con il movimento veloce che si realizza nel corso di un terremoto.

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L’importanza ai tempi dell’Impero Romano dell’area va rimarcata: Pozzuoli fu il porto di Roma verso l’Oriente fino a quando l’imperatore Traiano non costruì il porto artificiale di Ostia.

Non mi dilungo sulla ricchezza dell’area flegrea che, tra gli altri, vanta edifici monumentali di epoca romana ( l’antico mercato o Macellum, chiamato “Tempio di Serapide” e il Tempio di Augusto, trasformato poi in duomo della città e recentemente restaurato), ma mi concentro sulla Baia sotterranea.

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Il territorio è protetto dal 2002 e costituisce il Parco sommerso unico al mondo. Ho spiegato come si è generato geologicamente, ora una domanda sorge spontanea: perchè tanti edifici monumentali proprio là?

Premessa. I romani sapevano scegliere e godersi la vita. Nella zona costiera a nord di Napoli insisteva una florida stazione climatica. La moda la lanciò un ricco liberto Publio Vedio Pollione che vi costruì una villa imperiale, il Pausilypon.

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