Il Vesuvio e dintorni

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Il Vesuvio e Bacco in una pittura pompeiana (I d.C.).

Pompei, Ercolano e Stabia ( l’antica Oplontis), ossia i centri cancellati dall’eruzione del Vesuvio, erano città ricchissime.
Famose per l’ estensione di vasti terreni agricoli, erano caratterizzate da grande fertilità, tanto che i romani chiamavano quella terra Campania Felix.
In passato il Vesuvio aveva tutt’altro aspetto.
Persino le pendici del vulcano erano coperte di coltivazioni, in modo particolare di viti (il famoso Falerno era proprio della zona), come mostra la pittura murale che ritrae Bacco e il Vesuvio e come descrive Strabone.
“Sovrasta questi centri il monte Vesuvio, coperto tutt’intorno, ma non sulla cima, da estesi campi coltivati; la cima è perlopiù piatta, ma completamente improduttiva; color cenere all’aspetto, mostra avvallamenti profondi come crepacci, le cui rocce rossastre sembrano corrose dal fuoco. Se ne potrebbe perciò ricavare la prova che quest’area in passato fosse tutta un vulcano e avesse dei crateri in cui il fuoco poi si spense perché non più alimentato”.
Strabone, Geografia, V, 8.

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