Riflessioni et similia

Civiltàcontadina letto

Questa camera da letto è uno degli ambienti del Museo della civiltà contadina di Castelcivita (Sa).
C’è stato un tempo nel quale mi son divertita a scoprire oggetti desueti e i loro nomi, oggetti di una quotidianità lontana dalla nostra.
“‘O monaco”, per esempio. Non so perchè lo scaldaletto si chiamasse così.
I più poveri nei materassi al posto della lana usavano le “scoie” ossia la parte delle pannocchie esterna.

Vivendo in questo scorcio di salernitano così silenzioso impari ad amare il silenzio, a centellinare il suo respiro e a trovare noioso il resto.
Le gazze son di casa qua.

black-billed-magpie-28791.jpg

Pure il canto del gufo o della civetta.
Anche se non ci pensi la natura entra nella tua vita in tanti modi.
Il calare della sera,poi, amplifica il senso di appartenenza al tutto, ad un habitat popolato da tante creature.
Prima di venire a vivere qua non avevo mai visto marmotte o volpi.
Provare per credere!

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13 pensieri riguardo “Riflessioni et similia

  1. Io la marmotta non l’ho mai vista. Qui abbondano le gazze e qualche volpe di tanto in tanto si vede ancora. Adoro i musei contadini e la cultura contadina di cui sono imbevuta fino al midollo. 😉

    1. Purtroppo qui son affidati al volontariato, Svirgola, ma son attraenti perchè ci fanno viaggiare almeno un pò e fantasticare..
      Ma, come sai, la lettura bucolica della cultura contadina è fuorviante.
      Un bacio

  2. ti capisco….vivo in ciittà ma non ho perso il contatto con la natura, non resto indifferente, non mi scivola addosso….ogni giorno l’ascolto, anche solo nel cinguettio di un uccellino di passaggio e mi lascia un sorriso solidale quel fiorellino che spunta dal cemento…. 🙂 Un abbraccio e buona giornata! :). Lu

  3. Per le gazze non c’è problema. Sono tantisisme. Tra un po’ si vedranno i falchetti che volano alti in cerchi concentrici.
    ‘o monaco’ è la variante campana del ‘prete’ e della ‘suora’ emiliana. La differenza tra il prete e la suora sta nella forma del braciere se ingabbiato in una struttura di legno oppure no. Il motivo di questi nomi ecclesiastici? Dicono che sia legato alla tunica o ai sottanoni di preti e e suore. Ovviamente nel tuo caso della tunica del monaco.

    1. Sì, i falchetti qui già si vedono, Gian Paolo…
      Li si individua subito proprio per la modalità di volo.
      In quanto all’etimo mi attengo a quanto scrivi nell’attesa di trovare altro.
      Buona serata e grazie

        1. E’ un’isola del Po. Isola Bianca. Una lingua di sabbia e vegetazione quasi di fronte a Ferrara. Si può accedere solo accompagnati dai volontari della Lipu. Dicono, non ci sono mai stato, che sia un paradiso per gli uccelli.

        2. Le nostre Oasi qui non son curate…
          Tanto per cambiare.
          Ne visitai un paio ma fu una delusione.
          Cercherò nel web questa che mi segnali, grazie

        3. Se cerchi ‘Isola Bianca’ la trovi subito.
          Per i falchetti, quello che ha stupito gli addetti è che nel periodo estivo si spostano sul Po tra Marmirolo e la foce. Una presenza del tutto inconsueta. Attribuiscono questa stranezza al fatto che la pianura in quel tratto non è entropizzata.

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