Rosso come la passione

Una leggenda si dipana dall’amore contrastato tra due giovani Maria, figlia del Doge Orso Partecipazio e Tancredi un ragazzo del popolo, semplice cantastorie senz’arte né parte.

La ragazza era straordinariamente bella con occhi così intensi ed ardenti da farle meritare il soprannome di Vulcana.

Ma come convincere il padre ad accettare quella relazione con il suo amato? L’affascinante fanciulla spinse Tancredi a partire come soldato al seguito dei paladini di Carlo Magno. In questo modo si sarebbe coperto d’onore, dimostrando al Doge di essere un uomo valoroso, degno dell’amore della sua amata figlia.

E così fu: Tancredi, in poco tempo divenne il terrore dei Mori. Le sue leggendarie imprese furono cantate dai menestrelli. Ma mentre l’amata lo attendeva con ardore giunse la notizia che Tancredi era morto in uno scontro.

All’ingresso dei paladini in città Maria corse loro incontro cercando il suo amato, ma un compagno d’armi le si avvicinò e le porse una rosa rossa del sangue del suo Tancredi. Lui, prima della fine, era riuscito a staccare un bocciolo di rosa, tinto del suo stesso sangue, per la sua Vulcana.

Lei se ne morì: impietrita dal dolore, si ritirò nelle sue stanze dove fu ritrovata esangue con il suo bocciolo di rosa, tornato fresco come appena colto.

 

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