La storia negata

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Visto così il sito non sembra un granchè, eppure cela una bella storia: è un sito medioevale all’interno di una fabbrica in Puglia.
Madia Diana questo è il suo nome. Ci troviamo a Bari che conta ben 14 masserie abbandonate, ebbene sì, per quanto strano possa sembrare.

Ma di abbandoni l’Italia è ricca quanto di miopia rispetto ai beni culturali.

Quella dell’immagine è quanto rimane del nucleo centrale dell’antico insediamento medievale di Lucignano, edificato intorno all’VIII secolo, di cui resta oltre alla masseria anche una chiesa e una torre di avvistamento.

Cancelli, mura e erbacce nascondono la masseria.

Uno degli accessi si rinviene ad est; là si scorge una garrita pensile fra il fogliame. Con un pò di fatica si intravede l’ingresso principale del sito ed immediatamente dopo un grande atrio che porta a un cortile. E’ da questo punto che è visibile l’alta torre del XIII secolo e la cupola della chiesetta di San Felice dell’ XI secolo.

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Dell’intero complesso son visibili stalla e frantoio, cosa si può volere di più? Che venga restaurata!

Lo struggimento del meriggio

Sto per allontanarmi: l’ortopedico mi aspetta per l’iniezione al ginocchio di acido ialuronico.

Ieri sera non ho saputo resistere e ho fotografato il tramonto da uno dei miei balconi. Peccato che i miei poveri mezzi non abbiano potuto cogliere tutto il vibrante rosso che incombeva sullo skyline dei Monti Lattari ( leggesi Costiera amalfitana)

A presto !

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Imponenza antica

Vi accenno al sito di Baalbek nel Libano.

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Ricostruzione dell’intero sito

A circa 85 km a nordest di Beirut e circa 75 km a nord di Damasco sorgeva una perla che poteva essere annoverata tra le meraviglie del mondo. Ma c’è di più.

Il complesso megalitico di Baalbek, in Libano, rappresenta per molti aspetti un vero e proprio enigma architettonico e culturale.

Costruito, secondo una leggenda fantasiosa, da Caino stesso per le tradizioni locali ( risalenti al Medioevo) il sito venne edificato durante il regno di re Salomone.

Lo attesta il confronto tra i blocchi megalitici e quelli che presumibilmente furono impiegati per la costruzione del Tempio di Salomone.
Accreditate fonti arabe come Al Idrisi, viaggiatore e geografo arabo vissuto tra il 1099 e il 1166, sostengono che “il Grande, (tempio) dalla strabiliante apparenza fu costruito al tempo di re Salomone”.

E non fu l’unico. Anche Beniamino di Tudela, (ca. 1160) viaggiatore ebreo, la pensava così. Visitando Baalbek ebbe modo di scrivere:” Questa è la città che è menzionata nelle scritture come Baalath, nei pressi del Libano, che Salomone costruì per la figlia del Faraone.”

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La collina di Baalbek, parte della valle del Bekaa, mostra segni di insediamenti quasi continui negli ultimi 8000/9000 anni.

La sua posizione ideale in una fertile valle, spartiacque importante, e lungo la strada da Tiro a Palmyra hanno reso ricco il sito e splendido fin dai primordi.

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Dettaglio del tempio di Bacco

E se il Tempio di Giove era davvero imponente, quello che oggi stupisce sono i tre megaliti, il cosiddetto Trilithion ovvero le “tre pietre”.
Imponenti ( svettano come una costruzione di cinque piani) le pietre furono tagliate e trasportate da una cava non molto distante.
Là, in un momento successivo, fu ritrovato un quarto monolite, la cosiddetta Hajar el Gouble, Pietra del Sole, oppure Hajar el Hibla, o pietra della partoriente, ancora imprigionata nella cava e pronta per essere separata. Le sue dimensioni sono enormi: 21 metri di lunghezza, 10 di altezza e uno spessore di 5 m, il peso stimato è di circa 1.200 tonnellate e si ritiene che venne lasciata in sito in seguito a un errato calcolo delle dimensioni.