Il Cilento settecentesco

Questa dimora che esibisce un batacchio tanto particolare è “La zizzania e il mandarino” un palazzo cilentano settecentesco che ospiterà me e mio marito nei giorni 13 ( giorno mio onomastico) e 14 giugno ( anniversario del mio matrimonio).
L’ho scelto perchè il paese di Roccagloriosa che esibisce la dimora vanta un sito archeologico e un museo.

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La tradizione popolare vuole che il nome della cittadina sia composto di Roccae (dal latino) e Gloriosa,il primo termine sta ad indicare la collocazione strategica del paese, per secoli una roccaforte, il secondo sottolinea la venerazione per la Gloriosa madre di Dio, Maria di Nazareth.La città di Roccagloriosa che all’epoca si chiamava Ostritania ,era un punto di snodo del traffico delle merci che dal Golfo di Policastro (Pixus) salivano verso il Vallo di Diano .

Immaginemuseo
Questo era reso possibile da una strada naturale creata dalla spaccatura della cordigliera dei Monti Capitenali a ridosso dei quali si sviluppava la città.
L’area del mercato, costituita da un pianoro, si trovava fuori dalle mura di cinta e i mercanti provenienti dalle vicine colonie della Magna Grecia (Sibari -Oppido Lucano ) potevano scambiare le loro merci sotto la protezione di soldati . I grandi vasi di fattura greca ritrovati, restaurati ed esposti nel museo sono la testimonianza di un centro ricco di una città fiorente.

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