L’archeologia si fa viva

In Puglia ci fu una regione chiamata Messapia visto che i suoi fondatori furono i Messapi, antica popolazione illirica stanziatasi in un territorio corrispondente alla Murgia meridionale e al Salento (province di Lecce, di Brindisi e parte della provincia di Taranto).

Il video è relativo al lavoro di un’equipe di archeologi della Libera Università di Amsterdam guidata dal Prof. Jean Gert Burgers; le loro ricerche si son concentrate sulla Masseria Muro e la Masseria Tenente, i due toponimi che danno il nome ad un insediamento fortificato di cultura messapica sita in agro di Mesagne ma a soli 3 km dal centro abitato di Latiano, in provincia di Brindisi.

Rimando a questo sito per approfondimenti.

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Ciò che mi preme divulgare è l’operato di Cerva Regia di Manduria, una associazione culturale che domenica 4 giugno con il gruppo storico manduriano ha animato una delle principali attrazioni del Parco Archeologico di Muro Tenente tra Mesagne e Latiano con il format “Muro Tenente: Oro di Puglia”: una vera e propria casa messapica con un cortile delimitato da un muretto a secco, riedificata sulle fondamenta di una struttura abitativa del terzo secolo avanti Cristo.

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A rompere il silenzio per un giorno in quest’area immersa tra gli ulivi secolari, sono stati i colpi del martello battuti dal coniatore di monete alternati al ritmo della musica proveniente dall’abitazione messapica, dove era in corso un simposio. All’ingresso dell’abitazione, composta da tre vani, le mani esperte delle donne filavano la lana e tessevano al telaio verticale, mentre nella stanza adiacente, illuminata dalla luce fioca delle lucerne a olio e profumata dal vino sprigionato dal cratere, gli uomini disposti sui lettini (Klinai) discutevano di politica e filosofia.

Nell’ampia cucina, una bambina giocava con la sua bambola di terracotta mentre la madre preparava la cena con gli alimenti in uso in quell’epoca. In un angolo del cortile le più giovani svolgevano piccole mansioni quotidiane: sminuzzare piante officinali, sgusciare legumi e macinare cereali. Sulle mura, mentre un guerriero con lancia e scudo sorvegliava l’orizzonte, i giovani si esercitavano nell’utilizzo di una delle armi più usate dai messapi, le frombole. A poche centinaia di metri di distanza, il rito della sepoltura: una fanciulla versava una libagione sul corpo di un giovane appena deposto in una tomba, accompagnato dal corredo funerario.

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