C’è festa e festa

Sta diventando un appuntamento fisso “La luna e i calanchi” ad Aliano in Lucania!

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L’evento è programmato ad agosto ( 22-25 ) e si riassume nella FESTA DELLA PAESOLOGIA.
Ne avete mai sentito parlare?

Creatore è Franco Arminio.

Le aree interne, le terre alte dell’Italia non sono luoghi minori, sono luoghi enormi. E solo una clamorosa miopia geografica porta a renderle invisibili pur essendo il cuore della nazione.
Bisognava aprire emotivamente i paesi, dilatare la loro anima e invece la modernità incivile degli ultimi decenni li ha aperti solo dal punto di vista urbanistico: si sono sparpagliati nel paesaggio, a imitazione della città, ma è rimasta la contrazione emotiva.
Bisogna agitare le acque, ci vuole una comunità ruscello e non una comunità pozzanghera.
La festa della paesologia serve a creare fiducia e voglia di restare. Nei progetti di sviluppo locale non si parla mai della gioia. La gioia è intesa come qualcosa di intimo, di ineffabile. Forse è venuto un tempo in cui la gioia deve essere immessa nello spazio sociale come elemento cruciale. Anche salutare un vecchio è un progetto di sviluppo locale.
La festa della Paesologia è un piccolo esperimento di rigenerazione comunitaria in cui la politica e la cultura lavorano assieme.
Aliano, più di altri paesi ha un sapore di lontananza che in Italia è rarissimo. Qui la geografia è la prima attrice, i calanchi sono un luogo di grande suggestione, in cui ogni espressione artistica diventa più solenne. Qui qualcosa ha retto alla grande dimenticanza, al genocidio delle tradizioni, e ora questi luoghi hanno la forza del passato e dell’altrove. C’è qualcosa che resiste, ma bisogna aprirsi al nuovo, più che chiudersi nella nostalgia. Bisogna aver cura dell’antico e del nuovo, in questo tempo e in questo spazio.
La festa della paesologia è una sorta di sagra del futuro. I calanchi non davano pane e nessuno ne ha mai percepito la bellezza. Ora il canone è cambiato, ora che l’Italia è tutta urbanizzata, il paesaggio “vuoto” diventa solenne, lirico, diventa un punto di forza dei luoghi
La festa della paesologia unisce sogno e ragione, intimità e distanza. Un’azione politica e poetica allo stesso tempo, un cuneo, una prua nello stagno dell’indifferenza e della rassegnazione. Abbiamo bisogno di un cuore collettivo che non sia vigliacco, serve qualcosa che unisca i nostri stracci per farne un vestito bellissimo.

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