Disegna la storia con un’immagine di Marzia – il prete e la suora

Eccomi con un delizioso racconto del carissimo Gian Paolo

Newwhitebear's Blog

Marzia ha pubblicato l’immagine di un piccolo braciere usato fino negli anni sessanta per riscaldare il letto durante l’inverno.

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Questo oggetto è chiamato ‘suora‘ in Emilia ma altrove è chiamata ‘monaca‘ Andava posto all’interno di una struttura di legno chiamato ‘prete‘, che in alcune regioni si chiama ‘monaco

tratto dal web

Ovviamente ci sono maliziose interpretazioni a questi due nomi 😀 ma lasciamo perdere.

Nella suora, che può essere aperto o chiuso con un coperchio forato vanno poste delle piccole braci ricoperte di cenere. Il calore emanato serve a riscaldare il letto. Usato nelle case di campagna dove il riscaldamento era affidato alle stufe economiche o al camino. In città terminò di essere usato quando le case si dotarono di termosifoni con l’avvento del carbone.Adesso questi oggetti appaiono solo sui banchi dei mercatini d’antiquariato.

Dopo avervi tediato con queste precisazioni passiamo al…

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Luce e sue influenze sulle opere – Laboratorio di restauro — Arte&Cultura

Dal carissimo Pietro prelevo questo post..

La luce è un insieme di radiazioni che costituisce una fonte di energia.Concentrazione ed eccessi di radiazioni luminose possono modificare sostanzialmente le condizioni microclimatiche ambientali, con conseguente innesco di processi di degrado. Sorgente: Luce e sue influenze sulle opere – Laboratorio di restauro

via Luce e sue influenze sulle opere – Laboratorio di restauro — Arte&Cultura

Ma che bel castello…

Come promesso, eccomi ad accennarvi al maniero trentino.
Esso è un castello misterioso e affascinante. Visto dalla strada che sale da Dro, mostra una compatta muraglia ghibellina dalla quale svetta, esile e solitaria, la torre perfettamente integra usata come sede da un antico castelliere.
Il Castello di Drena si estende sul suggestivo deserto delle Marocche, un fenomeno naturale di natura glaciale che ha portato alla formazione di una distesa di macigni di 187 milioni di metri cubi. Probabilmente Castel Drena sorse su un preesistente villaggio preistorico nel XII secolo.
Proprietario la famiglia da Seiano,  lo usarono come strumento di controllo delle vie di comunicazione tra Trento e il Garda. Castel Drena fu fatto erigere nel corso del XII secolo, probabilmente su un preesistente villaggio preistorico, e nel 1175 fu venduto dai Signori da Saiano alla famiglia d’Arco, che lo resero un efficiente strumento di controllo sulla zona compresa tra il Garda e Trento. Nel ‘700, durante la guerra di secessione spagnola, Castel Drena fu assaltato e dato alle fiamme dall’esercito franco- spagnolo. Dopo un lungo periodo di decadenza, che durò fino ai nostri giorni, la Provincia Autonoma di Trento si occupò di sottoporre il maniero ad un’attenta opera di restauro.
E’ possibile visitare il complesso costituito da una cinta ghibellina che racchiude i resti del palazzo comitale, di una piccola cappella e di altri edifici. Su tutto svetta la torre trecentesca, alta 25 metri, dalla cui cima si può ammirare la suggestiva pietraia delle 
Leggende
Rumori, passi, urla e cigolii, chi si è recato in visita nel castello afferma di sentirvi strane presenze. Secondo alcune ipotesi si tratterebbe dei fantasmi dei soldati, morti all’interno che fanno ancora la guardia al maniero. Qualche altra ipotesi parla di un uomo e una donna, giustiziati fra le mura. Ma qualcuno afferma che vi sia un grande tesoro sepolto da qualche parte e che il diavolo stesso lo custodisca.

W il Muse

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No, non è un l’ultima moda in fatto di Smart phone e nemmeno un errore di battitura.

E’ il Machine Understanding for interactive StorytElling, per brevità MUSE. E’ un affascinante modo nuovo per far esplorare e capire le informazioni ‘dando vita’ alle parole attraverso un racconto interattivo in 3D. Funziona un po’ come un traduttoreGoogle per le immagini . ( ANSA)

In danza il 1/01

Un evento simile non s’era mai visto in prima serata sulla rete ammiraglia della RAI.
Rai1 inizia il 2018 a passo di danza, è il caso di dire: in onda infatti il 1° gennaio in prima serata Roberto Bolle – Danza con me, evento con cui la rete ha deciso di iniziare il nuovo anno nel segno dell’eccellenza e della qualità.
L’’Étoile dei due mondi’ sta preparando un grande show prodotto in collaborazione con la Ballandi Multimedia, di cui è non solo protagonista, ma anche direttore artistico.

Pif insegnerà a Bolle un nuovo passo. Il momento più intenso, come ha ammesso lo stesso Bolle, sarà con Ahmad Joudah, il giovane ballerino siriano, perseguitato dall’Isis e contrastato dalla famiglia. Il suo grande sogno era ballare con Bolle e Roberto ha voluto accontentarlo. “La sua è una storia che va oltre la danza – ha detto l’etoile- perché fa riflettere sulle condizioni di migranti e su un esempio così positivo come quello che lui rappresenta”. Durante la loro esibizione canterà Sting.

“Era molto impegnato – ha raccontato Bolle – ma quando ha saputo per cosa lo cercavamo ha fatto in modo di esserci”. A tenere le fila del programma Marco D’Amore, noto soprattutto per ruolo del cattivo Ciro Di Marzio in ‘Gomorra’. ( FONTE ANSA)

B come ballare

Aggiorno, nell’attesa che qualcuno affronti la sfida di un racconto basato dall’oggetto del post precedente.

Cosa possono mai avere in comune Ciro Di Marzio, famoso per “Gomorra”,  Virginia Raffaele, Miriam Leone, Tiziano Ferro, Fabri Fibra, il re del jookin, l’americano Lil Buck, per la prima volta in Italia e Geppi Cucciari  e Roberto Bolle?

Domani lo svelerò.

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