Le bal des if

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In una notte del lontano 1745 anche gli alberi danzarono alla corte del Re…
In passato le feste mascherate non erano legate solo ad eventi come il Carnevale, ma erano occasioni molto frequenti. Celebrare nozze reali era un ottimo “movente” per creare coreografie da favola.
Celebre fu il “Ballo dei Tassi”, dato in onore del matrimonio del Delfino Luigi Ferdinando con l’Infanta di Spagna il 25 febbraio 1745.

Versailles illuminato a giorno fu lo scenario per occasione  con una serie incredibile di celebrazioni si protrassero fino al successivo Martedì Grasso. 

A sorprendere fu il gran ballo in maschera che si tenne la sera di giovedì 25. L’evento sarebbe presto divenuto leggenda del quale si conserva addirittura un’immagine precisa, una sorta d’istantanea dell’epoca, nel disegno – poi trasformato in stampa – ad opera della celebre famiglia Cochin. Il titolo, didascalico, recita “Décoration au bal masqué donné par le roi dans la grande galerie du château de Versailles, à l’occasion du mariage de Louis, dauphin de France, avec Marie Thérèse, infante d’Espagne, la nuit du 25 au 26 février 1745 “. L’artista ci mostra una fila di figure sedute per terra che mangiano e la moltitudine dei partecipanti a viso nudo o mascherati : Arlecchini, Pierrots, Scaramouches, Persiani in lunghe vesti, Turchi con grandi turbanti, Indiani, maghi, pastorelle, ninfe, dee che confondono i loro colori e le loro forme bizzarre. 
Tra gli arbusti presenti nel quadro vi era celato anche Luigi XV, il cui costume intendeva riprodurre i tassi del parco. Una nobildonna, avvicinata da un tasso, credendo fosse Luigi XV, vi si concesse.

Verso mezzanotte la regina fece il suo ingresso negli appartamenti da una porta a specchio, senza maschera e abbigliata con uno splendido abito bianco tempestato da grappoli di perle, mentre i due celebri diamanti Régent e Sancy facevano bella mostra di sé nella sua acconciatura. Con lei entrarono anche il delfino, mascherato da giardiniere, e la delfina, vestita da graziosa fioraia.

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Da De Nittis a Gemito. I napoletani a Parigi negli anni dell’Impressionismo

Avevo accennato alla Mostra napoletana, sperando che qualcuno di voi potesse visitarla.
Ciò è avvenuto. Eccovi l’articolo.

AppuntArti

Dal 6 dicembre 2017 Palazzo Zevallos Stigliano, sede napoletana delle Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo, ospita la mostra Da De Nittis a Gemito. I napoletani a Parigi negli anni dell’Impressionismo che sarà visitabile fino all’8 aprile 2018.

La mostra, a cura di Luisa Martorelli e Fernando Mazzocca, si snoda lungo il piano terra e il primo piano del museo proponendo un’ampia panoramica sul nutrito gruppo di artisti napoletani di nascita o di formazione che, dalla seconda metà dell’Ottocento, si recarono a Parigi per periodi più o meno lunghi, assorbendo le novità  artistiche della capitale francese.

Al piano terra, il percorso della mostra inizia con Giuseppe Palizzi, il primo a trasferirsi nel 1844 a Parigi dove entrò in contatto con gli esponenti della Scuola di Barbizon, che per primi avevano introdotto la pratica della pittura en plain air, e del Realismo che influenzò anche l’opera di Michele…

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