L’altro sant’Antonio

Sant'Antonio di Ranverso

A Salerno vi è l’usanza il 17 gennaio di festeggiare sant’Antonio Abate con delle pire dove si eleva un fantoccio e gli si dà fuoco.  Da uno dei balconi della mia ex abitazione noi abbiamo goduto lo spettacolo per anni. Nella pira si immettevano anche botti simil Capodanno.

In alto un’altra immagine di Sant’Antonio di Ranverso in Piemonte, ovvero di un’abbazia situata proprio all’ingresso della val di Susa. E’ dedicata al culto di Sant’Antonio abate ed è posta sul “rivus inversus”, ovvero sulla riva sinistra della Dora.
Fu fondata nel 1188 da Umberto III di Savoia, che la diede in uso ai canonici di Sant’Antonio come Ospitale, ossia punto di assistenza dei pellegrini della Francigena e luogo di cura per l’herpes zoster o fuoco di Sant’Antonio.
Nel Medioevo l’espressione si riferiva a malattie gravissime come l’ergotismo, avvelenamento causato da un fungo della segale) e vari tipi di cancrena.
Le piaghe infette erano curate grazie a impacchi fatti col grasso dei maiali allevati dai monaci. L’abbazia, che presenta grandi guglie in terracotta sui portali risente dello stile gotico lombardo, esibisce all’interno opere come appare nel mio precedente post e importanti affreschi quattrocenteschi di Giacomo Jaquerio, pittore italiano, maggior rappresentante della pittura tardo gotica in Piemonte; fu attivo a Torino, a Ginevra, ed in varie località della Savoia. 

Preziosa è stata la scoperta nel 1914, nel corso di lavori di restauro, di un’iscrizione autografa di Jaquerio in margine ad un affresco della Madonna in trono presso la precettoria di Sant’Antonio in Ranverso. La decorazione pittorica della chiesa abbaziale, realizzata da Jacquerio a partire dal 1410 circa, costituisce la principale e meglio documentata testimonianza superstite della lunga carriera dell’artista piemontese. 

Ranverso21
L’abbazia venne rimodellata nei secoli successivi, fino alla sua definitiva decadenza.

Oggi dell’antico ospedale rimane solo la facciata. Non è chiaro perché l’immagine dell’eremita egiziano (vissuto tra il III e il Iv secolo) sia accompagnata da un suino; sappiamo però che anticamente i maiali di Sant’Antonio – contrassegnati con una campanella – erano gli unici che potevano scorrazzare liberamente per le strade.

Annunci

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. newwhitebear ha detto:

    un santo molto venerato, specialmente nelle comunità rurali. Il 17 gennaio per gli animali è possibile entrare in chiesa per essere benedetti. In quell’occasione in alcune località, ad esempio qui a Ferrara, si benedicono anche le automobili, i moderni cavalli d’acciaio. Dunque anche loro animali moderni.
    Sant’Antonio è considerato il protettore degli animali domestici.
    La tradizione di benedire gli animali (in particolare i maiali) non è legata direttamente a sant’Antonio: nasce nel Medioevo in terra tedesca, quando era consuetudine che ogni villaggio allevasse un maiale da destinare all’ospedale, dove prestavano il loro servizio i monaci di sant’Antonio.
    A partire dall’XI secolo gli abitanti delle città si lamentavano della presenza di maiali che pascolavano liberamente nelle vie e i Comuni s’incaricarono allora di vietarne la circolazione ma fatta sempre salva l’integrità fisica dei suini «di proprietà degli Antoniani, che ne ricavavano cibo per i malati (si capirà poi che per guarire bastava mangiare carne anziché segale), balsami per le piaghe, nonché sostentamento economico. Maiali, dunque, che via via acquisiscono un’aura di sacralità e guai a chi dovesse rubarne uno, perché Antonio si sarebbe vendicato colpendo con la malattia, anziché guarirla.
    Secondo una leggenda del Veneto (dove viene chiamato San Bovo o San Bò), la notte del 17 gennaio gli animali acquisiscono la facoltà di parlare. I contadini si tengono lontani dalle stalle, perché udire gli animali conversare è segno di cattivo auspicio.

    1. marzia ha detto:

      Tante le informazioni nuove e interessanti.
      Quando dedicherò al santo un post le aggiungerò!
      Grazie

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...