Il Pinocchio di Walt

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Sessantanni dopo la nascita per mano di Collodi, Walt Disney dedicò al legnoso protagonista quello che è considerato uno dei cartoni animati più belli della storia del cinema d’animazione: Pinocchio. Il film di animazione fu una conquista rivoluzionaria nel settore degli effetti animati, dando movimento realistico a veicoli, macchinari ed elementi naturali come pioggia, fulmini, neve, fumo, ombre e acqua.
La storia, così come viene raccontata nel film, è arcinota.
Il libro originale Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, scritto da Carlo Collodi uscì a puntate nel 1881 ed era tutt’altro rispetto alla versione edulcorata di Walt Disney. Lo scopo dell’autore era, tra l’altro, quello di raccontare quanto possa essere difficile e “niente affatto pratico” essere il genitore di un ragazzino capriccioso.
Collodi, che nella realtà non divenne mai padre, aveva scritto una storia piuttosto crudele, cosa non inconsueta per l’epoca: basti pensare alle opere di Charles Dickens o alle favole dei Fratelli Grimm.
Basti pensare al finale. Pinocchio prima uccide il Grillo parlante ( la propria coscienza), poi ignora totalmente tutti i buoni consigli dati da Geppetto, facendo scelte sconsiderate e talvolta malvagie, che alla fine lo portano ad essere impiccato ad un albero, proprio da quei falsi amici di cui si fidava. Le proteste dei lettori indussero Collodi a cambiare il finale.

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La Disney invece diede vita ad una storia dolce e commovente, su un bambino ingenuo che avrebbe dovuto ascoltare maggiormente il genitore.

Quello raccontato da Collodi era, secondo Walt Disney, un ragazzo irrispettoso che viene torturato e quasi ucciso a causa della propria ignoranza: un personaggio non adatto ad esser mostrato a dei bambini. Era molto più indicata invece la figura di un ragazzino ingenuo, che quando impara ad essere coraggioso e sincero trova la propria salvezza.
L’ epoca dell’educazione rigida, fatta di esempi terrificanti (per i bambini stava giungendo al termine in favore di una educazione più moderna, e Disney fu l’interprete più efficace di questo passaggio generazionale.

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7 commenti Aggiungi il tuo

  1. ehipenny ha detto:

    Non sapevo niente di tutto ciò, so solo che sono affezionatissima a Pinocchio ed é stato interessante leggerti 😊

    1. marzia ha detto:

      Mercì, Penny 🙂

  2. newwhitebear ha detto:

    tra il libro di Collodi e il film della Disney c’è un abisso di diffrenze ma si sa che il cinema non trascrive fedelmente il libro d’origine. Bello il post.

    1. marzia ha detto:

      Sì, molte differenze..
      Ma sai che fu il secondo libro che mi regalarono?Avrò avuto 7 anni
      🙂

      1. newwhitebear ha detto:

        pensa che non l’ho mai letto!

        1. marzia ha detto:

          Puoi sempre rimediare 😉

        2. newwhitebear ha detto:

          è vero.. non è mai troppo tardi

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